Terza dose di vaccino: arriva l’ok del Cts per gli over 80, gli ospiti delle Rsa e per sanitari più a rischio

sabato 25 Settembre 20:11 - di Milena Desanctis
terza dose

Via libera alla terza dose del vaccino anti Covid per gli operatori sanitari, a partire da quelli più a rischio, e per gli ultra fragili, oltre che per gli over 80 e gli ospiti delle Rsa. Lo ha stabilito, a quanto apprende l’Adnkronos Salute, il Comitato tecnico scientifico riunito oggi nel primo pomeriggio.

Terza dose, sono oltre quattro milioni e mezzo gli ultra ottantenni

Sono 4.562.910 (secondo l’ultimo report del governo) gli ultra ottantenni in Italia: di questi 4.223.086 sono già totalmente vaccinati, e perciò potranno avere la terza dose, mentre 243.117 sono gli over 80 non vaccinati.  Gli over 80 (compresi quelli residenti nella Rsa) si aggiungeranno a quanto al momento possono già chiedere la terza dose: si tratta di circa tre milioni tra immunocompromessi, trapiantati e malati oncologici con determinate specificità.

Nelle prossime ore sono attese le linee guida del ministero della Salute con una nuova circolare che servirà alle Regioni per organizzare le nuove somministrazioni per le quali c’è ampia disponibilità di vaccini Pfizer e Moderna, gli unici che saranno utilizzati.

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità

È 14 volte più elevato il rischio di morte per Covid negli over 80 non vaccinati contro il virus. È quanto si legge nel Report dell’Istituto superiore di Sanità aggiornato al 22 settembre.

Dai dati emerge che, in questa fascia di età, il tasso di ospedalizzazione negli ultimi 30 giorni, dei non vaccinati è «circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo (251,8 contro 28,9 ricoveri per 100.000 abitanti)».

Negli over 80, inoltre, «si osserva che negli ultimi 30 giorni il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei vaccinati con ciclo completo è ben undici volte più basso dei non vaccinati (1,4 contro 15,5 per 100.000 abitanti) mentre il tasso di decesso è quattordici volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con ciclo completo».

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