Figliuolo in lizza come capo dell’Esercito. Il risiko delle nomine e la terza dose i nodi da sciogliere

24 Set 2021 11:17 - di Lorenza Mariani
Figliuolo

Voci e indiscrezioni animano un retroscena delineato da Il Giornale e rilanciato da Libero in queste ore. Secondo cui il generale Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid, sarebbe in corsa per diventare il capo di Stato Maggiore dell’Esercito al posto del generale Pietro Serino: già capo di gabinetto dei ministri Pinotti, Trenta e Guerini. E attualmente capo dello stato maggiore dell’Esercito. Una partita ancora aperta e tutta da giocare secondo i rumors, che danno il militare pluridecorato tra i favoriti a ricoprire il ruolo apicale.

Il generale Figliuolo in corsa come capo dell’Esercito

E allora, scrive Il Giornale oggi, «il ministro Lorenzo Guerini, secondo fonti interne, starebbe vagliando tutte le possibilità in campo. Anche perché per ricoprire il ruolo di vertice servono persone che sappiano gestire le crisi. In pole position ci sarebbe comunque il generale Luciano Portolano, che ha già quattro stelle (di cui una funzionale). E che potrebbe essere speso sia come capo di Stato Maggiore dell’Esercito che come Capo di Stato Maggiore della Difesa, visto che il nome di chi sostituirà l’uscente Enzo Vecciarelli dovrà essere preso dal Comitato dei Capi. E Portolano ne fa già parte». Ipotesi: che alimentano il fermento e le recriminazioni. Anche perché, come sottolinea Il Foglio e ricorda Libero, nomi e possibilità devono declinarsi a una regola vigente nelle Forze armate. Quella che stabilisce l’alternanza fra i corpi per garantire a tutti (Esercito, Marina, Aeronautica) la giusta rappresentanza.

Figliuolo capo dell’Esercito: la terza dose frena la sua corsa alla nomina

E allora? Allora la chance per il commissario straordinario è tutta da giocare. Ma con l’handicap della terza dose di vaccino che rischia di zavorrare la corsa del generale Francesco Paolo Figliuolo per le nomine nelle Forze Armate. E così, si arriva al cuore della questione: la poltrona di capo di stato maggiore della Difesa. Per ora al vertice c’è Enzo Vecciarelli, in quota dall’Aeronautica. Il suo posto, data la regola dell’alternanza, spetterebbe dunque alla Marina militare. Per cui, in quel caso, il candidato più quotato potrebbe essere l’attuale capo di stato maggiore della Marina: Giuseppe Cavo Dragone. Un passaggio di consegne che appare però difficile al momento. In considerazione del fatto che Dragone ha raggiunto i limiti d’età previsti per ricoprire quella carica. E per lui, quindi, si dovrebbe pensare a un provvedimento “ad hoc” che gli consenta di ricoprire il ruolo nonostante il limite anagrafico.

Ecco i nomi del risiko delle nomine

Dunque, in alternativa sarebbero già due i nomi in circolazione: quello di Enrico Credendino, (al momento in forza come comandante in capo della squadra navale della Marina militare). E il vicesegretario della Difesa, Dario Giacomin. Ed è qui che si incastrerebbe nel sudoku delle nomine, il tassello Figliuolo. Giacomin, infatti, potrebbe andare a sostituire Nicolò Falsaperna, nuovo segretario generale del ministero della Difesa. A quel punto il commissario straordinario nominato da Draghi potrebbe ambire alla guida dello Stato maggiore della Difesa. Un modo per premiarlo degli sforzi resi e dei traguardi raggiunti nella campagna vaccinale. Ma è proprio qui che l’ultima deviazione in corsa con la terza dose potrebbe minare il suo cammino. Il suo impegno a fianco del governo rischia così di escluderlo dal risiko. Tanto che, per la carica al vertice della Difesa si fa largo un’altra ipotesi: Pietro Serino. E si ritorna al punto di partenza, senza passare per il via…

 

 

 

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