Strage sfiorata a Rimini. Meloni: “Il somalo era segnalato come pericoloso. Lamorgese va sostituita”

lunedì 13 Settembre 13:50 - di Giovanni Pasero
Meloni, 11 setttembre Rimini, somalo

Giorgia Meloni è intervenuta sul caso del profugo somalo che sabato 11 settembre ha sfiorato la strage a Rimini, in un raptus di follia.

«Il richiedente asilo somalo che ha accoltellato cinque persone, tra cui un bambino, era stato segnalato dalla Croce Rossa alla Prefettura come soggetto pericoloso. Ma il governo non ha fatto nulla, come ormai è prassi nell’era Lamorgese». Lo dichiara in una nota il presidente di Fratelli d’Italia.

Meloni sul somalo richiedente asilo


«L’unica attività alla quale si dedica ormai il Ministero dell’Interno – continua – è quello di reprimere chi osa fare domande sulla gestione del Covid e multare chi contesta pacificamente il Governo. Cosa altro deve accadere per sostituire il Ministro Lamorgese con qualcuno di capace?».

Meloni ha sollecitato le dimissioni alla luce degli ultimi sviluppi sul richiedente asilo somalo, che sabato 11 settembre, nell’anniversario delle Torri gemelle, ha sfiorato la strage. È salito sul filobus numero 11, diretto da Riccione a Rimini. L’uomo, armato di un set di coltelli da cucina, ha colpito persone a casaccio, ferendo 5 persone incluso un bambino di 6 anni. Secondo gli inquirenti non vi è alcun legame terroristico. Il somalo ha colpito perché instabile mentalmente e sotto effetto di stupefacenti. Al magistrato avrebbe detto di avere assunto cocaina e di non ricordare ciò che ha commesso.

Somane Duula, 26 anni, 4 espulsioni in Ue

Particolarmente singolare la vicenda del 26enne somalo, che risulta in Italia da appena due mesi. Finora ha girovagato per l’Europa, da almeno 7 anni. Secondo le ultime ricostruzioni ha chiesto asilo a Danimarca, Olanda, Svezia e Germania. Tutte e quattro queste nazioni gli hanno negato il diritto d’asilo. Perché sia stato accolto in Italia e come mai sia stato libero di circolare è fatto ignoto.

Come è ignoto il motivo per cui il 26enne, che alloggiava in una struttura della Croce rossa, pur essendo stato segnalato come soggetto pericoloso per ben due volte alla Prefettura, abbia potuto lasciare il centro. Comprare della cocaina, non si sa con quali risorse economiche, comprare un set di coltelli, prendere un mezzo pubblico e spostarsi liberamente tra Riccione e Rimini. Domande alle quali dovrebbe rispondere il Viminale e il suo massimo responsabile. 

 

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