Roma, botte a sinistra tra Bettini e Calenda. Il dem: «Neanche rispondo ai tuoi ultimi rantoli»

mercoledì 29 Settembre 19:07 - di Redazione
Calenda

«Questo è un sondaggio fatto fare dal pdnetwork a un’agenzia sconosciuta con numeri fantascientifici e senza indicazione del campione che il Pd in spregio a qualsiasi normativa sta facendo circolare su liste broadcast. Faremo esposto. State perdendo il senso del limite». Carlo Calenda, candidato a sindaco di Roma, è addirittura infuriato contro il Pd, il suo ex-partito. E chi siano i destinatari dei suoi strali lo esplicita lui stesso nel video che ha postato.

Calenda: «Il Pd fa girare sondaggi fantascientifici»

«Gli attacchi scombiccherati fatti nei giorni scorsi da molti dirigenti sull’apprezzamento a Giorgetti – dice – fino agli attacchi sulla coerenza fatti da Alessandro Onorato, capo della lista civica di Gualtieri e uno degli uomini che ha festeggiato la caduta di Marino, dimostrano che le persone che controllano la classe dirigente del Pd a Roma – Bettini, Mancini e Astorre -, sono un problema». E ancora, come in un crescendo rossiniano: «Tutti questi colpi bassi dicono molto agli elettori sul problema della qualità di una classe dirigente che si riduce a questo per combattere una battaglia. Basta con questi mezzucci scadenti, confrontiamoci sulle proposte».

La replica: «I miei compagni non ti voteranno»

Parole forti e giudizi taglienti che non possono lasciare indifferenti i loro destinatari. Ma dei dirigenti citati dal leader di Azione, a replicare è solo Bettini, quello più in vista. Lo fa mentre margine della presentazione del libro di Fabrizio Roncone (Razza Poltrona)   al Festival delle Città. E la sua risposta non è meno sprezzante. «Per tutta la campagna elettorale – premette – Calenda ha cercato di attaccare briga con me. Non gli ho mai risposto. Per non fargli pubblicità. Oggi ritorna a offendere con un video. Sono i suoi ultimi rantoli. Però invito le mie amiche e i miei amici che mi hanno seguito nelle mie battaglie su Roma e che mi stimano, a non votarlo. Anche perché domenica – conclude il dirigente demper lui sarà tutto finito».

 

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