Bettini strapazza il suo Pd: “Siamo un partito di centrosinistra. Ma la sinistra è rimasta in ombra”

giovedì 29 Luglio 20:51 - di Redazione

“C’è una sinistra disarticolata, spezzettata, dispersa. Che non riesce ad avere il peso necessario ad affrontare le grandi contraddizioni della modernità”. A parlare non è un pericoloso populista-sovranista ma Goffredo Bettini. Esponente di spicco del Pd, deus ex machina dell’amministrazione capitolina ai tempi di Rutelli e Veltroni. Nume ingombrante del Nazareno.

L’autocritica di Bettini: siamo di centrosinistra solo a parole

“Manca la visione critica ma il bisogno c’è. Per trent’anni abbiamo rinunciato a una ricerca coraggiosa di una rivisitazione critica del capitalismo. E abbiamo molto governato”. Così il dirigente dem durante l’incontro “La sinistra in campo in Italia e in Europa“. Presente anche Andrea Orlando.

“Lo abbiamo fatto meglio degli altri”, continua Bettini. “In certi momenti salvando l’Italia. Ma dalla dimensione del governo ti distacchi dalla difficoltà di attraversare la “melma” di una società complessa. Ora occorre rimetterci in cammino come sinistra”. Insomma le cose vanno male.

“Firmerò i referendum dopo la riforma”

“Il Pd – avverte i presenti  è un partito di centrosinistra. Ma la parola ‘sinistra’ è stata messa in ombra. La sinistra deve pesare di più, per alimentare un campo largo che batta le destre”. Parole urticanti. Per le orecchie di Enrico Letta, non certo un visionario geniale. Sul nodo del pianeta giustizia, però, Bettini prende tempo. “Firmerò i referendum solo dopo l’approvazione della riforma sulla giustizia“. Un annuncio degno di Ponzio Pilato.

 

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