Puigdemont, Madrid: rispetto per la decisione italiana, deve sottoporsi alla giustizia come tutti

venerdì 24 Settembre 13:46 - di Paolo Lami

L’arresto in Sardegna dell’ex-leader indipendentista catalano Carlos Puigdemont è avvenuto, secondo la Segreteria di Stato spagnola per le Comunicazioni, nel rispetto di un procedimento giudiziario in corso che “si applica a qualsiasi cittadino dell’Unione Europea che deve rispondere delle proprie azioni in tribunale“.

Da questo punto di vista, il governo di Madrid esprime “rispetto per le decisioni delle autorità e dei tribunali italiani“, sottolineando che l’ex-presidente della Catalogna “deve sottoporsi all’azione della giustizia come qualsiasi altro cittadino“.

“La posizione del governo è l’unica possibile in uno stato di diritto: ogni cittadino deve essere sempre a disposizione dei tribunali. Nessuno può eludere l’azione della giustizia“, avverte la ministra spagnola della Difesa, Margarita Robles, commentando l’arresto in Sardegna di Puigdemont.

Il governo spagnolo “sarà molto rispettoso” della procedura giudiziaria, ha proseguito la ministra, citata da El Pais.

Siamo uno stato di diritto, c’è la separazione dei poteri – ha ribadito. – Sono i tribunali che devono risolvere le questioni giuridiche“.

“Entriamo in un procedimento che è nelle mani dei tribunali, della giustizia italiana, spagnola e dei tribunali europei, che senza dubbio agiranno anche loro – ha rimarcato Robles. – Da questo punto di vista la posizione del governo è l’unica accettabile in democrazia: massimo rispetto delle decisioni giudiziarie. Siamo uno stato di diritto, c’è una separazione dei poteri e sono i tribunali che devono risolvere le questioni giuridiche. Faremo tutti bene ad essere cauti e ad aspettare”.

Da via Arenula fanno sapere che uno dei punti da sciogliere del caso Puigdemont – che oggi pomeriggio comparirà davanti al Presidente della Corte d’ Appello di Sassari per la convalida dell’arresto e l’eventuale applicazione delle misure cautelari – è il passaggio dell’ordinanza con cui il 30 luglio 2021 il vicepresidente del Tribunale generale della Corte di giustizia dell’Ue ha respinto la richiesta di sospensione della revoca dell’immunità parlamentare del leader indipendentista catalano.

Provvedimento che – tra l’altro – richiede il requisito dell’urgenza.

E a proposito del requisito dell’urgenza, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea scriveva che “non vi è motivo di ritenere che le autorità giudiziarie belghe o le autorità di un altro Stato membro possano eseguire i mandati d’arresto europei emessi nei confronti dei deputati e consegnarli alle autorità spagnole“.

Dopo l’arresto, Puigdemont è stato portato nella casa circondariale di Sassari e domani dovrebbe essere messo a disposizione della magistratura, chiamata a decidere se rilasciarlo o acconsentire alla sua estradizione in Spagna, dove è in corso un procedimento giudiziario per la dichiarazione di indipendenza della Catalogna nel 2017.

L’ex-capo del governo catalano Carles Puigdemont interverrà oggi alle 14 alla corte d’appello di Sassari, che deve decidere della legalità del suo arresto in Sardegna, riferisce El Pais, aggiungendo che la difesa del leader indipendentista chiederà al tribunale europeo di ripristinare la sua immunità.

Il leader catalano era arrivato ad Alghero per prendere parte, insieme alla presidente del Parlamento Catalano, Laura Borràs, alla cerimonia inaugurale dell’Aplec International Adifolk, festival della cultura popolare catalana, in programma oggi alle 17.

Si tratta, si legge su ‘Alguer.it, di una “grande festa del folklore internazionale che unisce Alghero e la Catalogna.

Oltre 850 i partecipanti previsti nei tre giorni di festa tra danze, musica, colori e tradizioni: un’ampia varietà di tutte le aree della cultura popolare catalana”.

Puigdemont è molto tranquillo. – assicura, a Cadena Ser, il legale dell’ex-leader indipendentista catalano, Gonzalo Boye, secondo cui l’ordine di arresto della Corte suprema spagnolanon è eseguibile“. – Crediamo che le autorità giudiziarie lo rimetteranno in libertà, è la quarta volta che succede”.

Boye, che si trova a Sassari, ha poi riferito che “c’erano poliziotti spagnoli tra quelli che lo hanno arrestato e che non c’è stato un controllo alle frontiere, sono andati direttamente ad arrestarlo“.

“Il presidente Puigdemont è stato arrestato al suo arrivo in Sardegna, dove si era recato come eurodeputato – sottolinea anche su Twitter il legale del leader catalano. – Questa detenzione si basa sull’ordinanza europea del 14 ottobre 2019, che, per imperativo legale, secondo lo statuto della Corte di Giustizia Ue, è sospesa“.

Boye ricorda che “nella risoluzione del 30 luglio si afferma che nessun Paese dovrebbe eseguire un ordine di queste caratteristiche. Nella stessa delibera, il Vice Presidente del Tribunale dell’Unione Europea ha indicato che, ove necessario, sia richiesta una nuova misura cautelare“.

L’Europa, intanto, si chiama fuori dalla faccenda. Alla Commissione Europea “abbiamo visto le informazioni” riguardanti l’arresto in Sardegna dell’eurodeputato catalano Carles Puigdemont “sui media, dice il portavoce della Commissione per la giustizia, Christian Wigand, ribadendo, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, la linea che l’esecutivo Ue ha sempre tenuto sulla questione catalana: “E’ una questione che riguarda le autorità giudiziarie e noi rispettiamo la loro indipendenza“.

Intanto l’arresto di Puigdemont sta scatenando un pandemonio.

Il Partito Popolare, maggiore forza di opposizione in Spagna, chiede al governo al primo ministro Pedro Sanchez che “sia di parola”, porti Carles Puigdemont in tribunale e si impegni a non concedergli l’indulto.

“Tutti gli indizi che ci arrivano dalle autorità politiche italiane tendono a scartare che ci sia un qualche tipo di interesse del governo italiano” all’arresto di Puigdemont, dice, in videoconferenza stampa a Bruxelles, l’eurodeputato indipendentista catalano Toni Comin.

Comin sottolinea che “l’Italia è uno Stato di diritto e il potere giudiziario è molto indipendente dalla politica. E’ inimmaginabile pensare che il governo italiano abbia tentato di contribuire ad un’operazione” che in ultima analisi finirà “in mano alla giustizia italiana, che è indipendente“, conclude.

“Non entro nel merito di vicende interne di altri Stati, ma noi fatichiamo ad arrestare i delinquenti italiani e arrestiamo dei parlamentari di altri Paesi – dice Salvini, a margine di un incontro con alcuni cittadini alla Palazzina Liberty, a Milano. – E’ curioso visto che anche altri Paesi come la Germania hanno detto di no all’estradizione perché si tratta di un reato politico, spero che non sia l’Italia a farsi protagonista di giustizia o vendette su richiesta di altri Paesi”.

Arrestando in Sardegna l’eurodeputato catalano Carles Puigdemont, leader di Junts per Catalunya (JxCat, Insieme per la Catalogna), le autorità italiane, sostiene, parlando con l’Adnkronos, Aleix Sarri i Camargo, responsabile per le Relazioni internazionali di Junts per Catalunya, hanno agito “contro il diritto Ue”, fermando “un eurodeputato in attività”, cosa che è “scioccante“. C’è da sperare che sia solo “un grosso errore“.

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