Passo falso della Raggi sul museo della Shoah, la comunità ebraica: “Fai solo campagna elettorale”

giovedì 9 Settembre 18:53 - di Redazione

Virginia Raggi accusata dalla Comunità ebraica di Roma di strumentalizzare la Shoah. Uno scivolone niente male per la candidata grillina che, a sorpresa, ha annunciato la posa della prima pietra del Museo della Shoah in un’area di Villa Torlonia in un post sui social.

La Comunità ebraica non sarà presente alla posa della prima pietra

Gli ebrei romani non hanno gradito, anzi al contrario hanno ritenuto del tutto inopportuna la mossa della sindaca. “La concomitanza con la campagna elettorale rende inopportuna una cerimonia per un progetto che sarebbe dovuto essere inaugurato già anni fa“, hanno dichiarato all’Ansa alti esponenti della Comunità ebraica di Roma.

E ancora: “La memoria è un valore imprescindibile che deve unire la città di Roma e non prestarsi a protagonismi elettorali. Per questa ragione la Comunità non parteciperà all’evento, come a qualsiasi altro evento pubblico di natura elettorale”.

Il post di Virginia Raggi non ha convinto gli ebrei romani

Il bello (o il brutto) è che proprio Virginia Raggi aveva dato l’annuncio sostenendo che era importante tenere fuori l’evento dalla campagna elettorale. “Roma avrà un Museo della Shoah – ha scritto – La prossima settimana metteremo la prima pietra e inizieranno i lavori a Villa Torlonia. È una bella notizia per la nostra città. Vorrei che questo tema si tenesse fuori dal fango da campagna elettorale. La memoria è una cosa importante. Ci vuole rispetto”. Evidentemente non è stata molto convincente. 

Gli attriti tra Raggi e la Comunità ebraica

Non è la prima volta che si registrano attriti tra Virginia Raggi e la comunità ebraica. E’ avvenuto anche cinque anni fa, per i commenti antisemiti apparsi sulla sua pagina ufficiale. Proprio allora – 2016 – Raggi ribadì l’impegno per un Museo della Shoah opportunamente ritirato fuori in questo periodo elettorale, dopo ben 5 anni. E ancora altri dissapori ci furono nel 2019 per una vignetta del disegnatore Mario Improta. La vignetta ritraeva l’Unione Europea come il lager di Auschwitz e la Gran Bretagna come un piccolo deportato che fugge. Il vignettista collaborava con la Raggi e fu allontanato dal Campidoglio in seguito alle polemiche che la sua vignetta aveva suscitato.

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