Morisi, ma lo spaccio è tutto da provare. Salvini: schifezza mediatica contro di lui

martedì 28 Settembre 9:20 - di Adele Sirocchi
Morisi

La cascina di Luca Morisi a Belfiore, vicino Verona, è il luogo in cui l’ex spin doctor di Matteo Salvini ha trascorso la vigilia di Ferragosto con due giovani romeni. I due ragazzi, successivamente fermati dai carabinieri, erano in possesso di una fiala di Ghb, detta anche “droga dello stupro”. Sono stati loro a dire che gliel’aveva data Morisi. Le analisi devono ancora confermare se si tratta davvero di Ghb. I carabinieri, dopo avere fermato i due romeni,  perquisirono la cascina e ci trovarono due grammi di cocaina (quantità irrisoria).

La notizia deflagra a una settimana dal voto, ma risale a Ferragosto

Morisi ora dice di non avere commesso reati, e agli inquirenti non risulta che vi siano pregresse attività di spaccio. Tutto avviene oltre un mese fa, ma la notizia deflagra a una settimana dalle elezioni. L’inventore della Bestia afferma con alcuni interlocutori che tutto è stato messo in piedi per incastrarlo. Il suo avvocato, Fabio Pinelli, sottolinea che per l’autorità giudiziaria si tratta di un “fatto banale”.

La gogna contro Morisi e Salvini si scatena, ma sempre premettendo che chi lancia la pietra è “migliore”, che non infierirà, che non prenderà a calci un uomo che è già a terra. E mentre predicano buonismo dispensano disprezzo. In particolare i grillini, del tutto dimentichi dei guai giudiziari del figlio di Beppe Grillo. 

Sallusti: è il solito copione dell’arma giudiziaria contro il nemico

“Ancora non sappiamo – lamenta Alessandro Sallusti – se un reato è stato consumato in punta di legge (la modica quantità non è illegale), ancora non sono state compiute le perizie sui liquidi che Morisi avrebbe ceduto ad altri ragazzi e già le carte passano dalle procure ai soliti giornali”. Un copione già visto: la giustizia – dice Sallusti – continua a essere in questo Paese un’arma impropria al servizio di pochi.

Salvini: ha sbagliato, ma già lo hanno condannato senza un processo

E Matteo Salvini, il giorno dopo lo scandalo, prosegue imperterrito a stare al fianco del suo amico Luca Morisi. “Sono disgustato – dichiara – dalla schifezza mediatica che condanna le persone senza che ci sia un giudice o un tribunale a farlo, prima che sia un giudice a provare qualsiasi cosa. Luca è una bella persona, è un amico che conosco da una vita, anche se ha sbagliato utilizzando personalmente sostanze che io combatto e combatterò finché campo”.  “In un paese civile prima di sputtanare, condannare qualcuno si aspetta che sia la giustizia a fare il suo corso”, aggiunge.

 

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