Masturbarsi in treno non è reato. Feltri: è un’oscenità, assurda sentenza della Cassazione

domenica 12 Settembre 17:04 - di Redazione
Feltri

Masturbarsi in treno non è reato. Lo ha stabilito una singolare sentenza della Sesta sezione penale della corte di Cassazione, pronunciandosi sul caso di un uomo denunciato nel giugno 2019 perché si era masturbato davanti a una signora. L’atto non costituirebbe reato di atti osceni in luogo pubblico, che secondo l’ordinamento italiano è punito con una pena fino a 4 mesi di reclusione. E questo perché  un vagone ferroviario non è luogo abitualmente frequentato da minorenni.

Oggi Vittorio Feltri se la prende con la Cassazione per una sentenza, afferma, che fa invidia al teatro dell’assurdo di Ionesco. “Noi – scrive Feltri – non siamo così bacchettoni per condannare una semplice sega, ma se essa si consuma invece che in privato in un luogo pubblico, per esempio in un vagone ferroviario o roba simile, non ci sembra lecita. Lasciamo stare i bambini, che già ne vedono di tutti i colori frequentando questo mondo di pazzi, ma pensiamo a una gentildonna o a un garbato pensionato costretti a subire lo spettacolo fornito da un individuo che, per ingannare il tempo, si titilla il membro: non penso che possano esserne gratificati”.

“Trattasi di oscenità che non è lecito considerare perdonabili – prosegue Feltri – Se assistessi a una simile esibizione su un mezzo pubblico non so se esiterei all’impulso di tirargli un cazzotto sul naso. Viceversa la Cassazione, chiamata a giudicare l’episodio narrato, ha deciso di applicare un principio molto elastico. Il seguente: libera masturbazione in libero stato”.

E Feltri, così come tutti coloro che hanno appreso la notizia con grande stupore, si aspetta ora dalla Cassazione “una spiegazione esaustiva della sentenza emessa, pur sapendo che i magistrati spesso agiscono di testa loro a prescindere dalla logica”.

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