Il Papa contro l’aborto: «È un omicidio, come affittare un sicario per risolvere un problema»

lunedì 27 Settembre 13:25 - di Prisca Righetti
Papa aborto

Il Papa è tornato a dirlo ancora una volta oggi: «L’aborto è un omicidio. Come affittare un sicario per risolvere un problema». Il frutto malato di una cultura dello scarto che rinnega il valore della speranza. E così, mentre a San Marino vince il sì al referendum sulla legalizzazione dell’aborto – secondo la tv locale Rtv, con 35 seggi scrutinati su un totale di 37, i sì arrivano al 77.31%. Contro il 22,69% che si è espresso contro – il Pontefice leva alto il suo grido contro l’interruzione di gravidanza. Che Bergoglio definisce a chiare lettere: «È diventata una abitudine bruttissima, è un omicidio». Non solo. Nella stessa circostanza, cioè durante la visita in cui ha ricevuto in udienza la Pontificia Accademia per la Vita, il Pontefice tuona contro «l’eutanasia nascosta». Quella che non esita a definire una pericolosa «strada dello scarto».

Il Papa contro l’aborto: «È diventata una abitudine bruttissima, è un omicidio»

Del resto, nel corso del tempo, il Papa è tornato più volte, proprio come oggi, a ribadire con fermezza e con toni anche molto duri, la sua posizione a favore della vita e contro ciò che, già in una udienza generale tenuta nell’ottobre del 2018, definì «un approccio contraddittorio che consente la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico. Civile. O semplicemente umano, un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare?». Una condanna a morte, emessa in spregio del dono della vita. E inferta, secondo il Pontefice, al pari di un omicidio eseguito con l’affitto di un «sicario».

Il Papa: «È giusto affittare un sicario per affrontare un problema? Perché questo è un aborto»

Tanto che oggi, ancora una volta, Bergoglio torna a denunciare quella che è diventata una «bruttissima abitudine» in occasione dell’udienza alla Pontificia Accademia per la Vita. Nel corso della quale, senza timore di usare parole forti. O di ricorrere a immagini drammaticamente evocative, Bergoglio torna a puntare l’indice sull’aborto, scandendo a braccio: «C’è lo scarto dei bambini che non si vogliono ricevere. E con quella legge dell’aborto che li uccide, oggi questa è diventata una prassi “normale”. Che è bruttissima perché è un omicidio. Per capirlo bene ci aiuta porci una doppia domanda: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? È giusto affittare un sicario per affrontare una difficoltà? Perché questo è un aborto»…

Aborto, il monito del Papa agli ospedali cattolici: «Attenzione all’eutanasia nascosta. Guai alla strada dello “scarto”»

E dalla denuncia, al monito. Passando per un veemente appello agli ospedali cattolici, il Papa rimarca: «Attenzione all’eutanasia nascosta. Guai a imboccare la “strada dello scarto”. Gli ospedali cattolici non possono permettersi questo tracciato». Parole che trasudano dolore e indignazione, quelle del Pontefice. Che, sempre parlando a braccio, aggiunge: «Gli anziani, sono considerati spesso “materiale di scarto”, perché non servono… Ma sono la radice di saggezza della nostra civiltà. Eppure, questa civiltà li scarta. In diversi ambiti vige quella che io chiamo “la legge dell’eutanasia nascosta”. Quella per cui le medicine sono care: e se ne danno la metà soltanto. Cosa che significa  accorciare la vita degli anziani», sottolinea Papa Francesco.

Il Papa contro l’aborto: no alla cultura dello scarto. Sì al valore della speranza

Che poi, ampliando il raggio del suo ragionamento, non può che evidenziare l’importanza della speranza. Un valore che ci consente di andare avanti, prosegue il vicario di Cristo al soglio Pontificio. Ma che troppo spesso «rinneghiamo, come quando scartiamo bimbi e anziani». Da qui il monito: «Stiamo attenti alla cultura dello scarto. Non è il problema di una legge o di un’altra. Il punto è il problema dello scarto». Una strada a senso unico che – conclude il Pontefice – accademici. Le università cattoliche. E gli ospedali cattolici, non possono permettersi di intraprendere.

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