Il delirio di Renzi: “Il nuovo presidente? La Meloni non può sceglierlo, può solo votarlo”

sabato 25 Settembre 14:39 - di Lucio Meo

Vanno bene i magheggi da Prima repubblica, le frecciate ai sui concorrenti dello zero virgola nei sondaggi, vanno bene anche i corteggiamenti a Forza Italia, che non se lo fila di striscio, ma quando Matteo Renzi pretende di scrivere anche le regole dell’elezione del presidente della Repubblica, forse si esagera davvero. Per Renzi, la destra, la Meloni, chiunque non sia nella sua area di controllo politico, non può indicare un nome, può solo votarlo. Leggere per credere: “Vorrei che il Presidente della Repubblica fosse eletto con la più larga maggioranza possibile. Io vorrei che lo votasse anche la Meloni, l’importante è che non lo scelga lei”, dice Renzi durante la presentazione del suo libro Contro Corrente a Palermo.

Renzi fa finta di “invitare” la Meloni ma la ghettizza

“La partita del Presidente della Repubblica e una partita sulla quale starei prudente simo all’ultimo – aggiunge – E dopo l’elezione del Presidente, vedremo come si organizzeranno gli schieramenti politici”. In sintesi: se Giorgia Meloni, o chiunque da destra indicasse il miglior nome possibile per il Paese, e magari avesse anche i numeri per farlo eleggere, andrebbe combattuto, bloccato. A prescindere, direbbe un vero comico come Totò, con il quale, in certi momenti, Renzi sembra voler entrare in competizione. Il Colle? Deve essere una roba per il centro-sinistra, la destra al massimo – se proprio insiste – può votare il candidato indicato da loro. Chi?

Draghi e lo scendiletto dei renziani

Ovviamente, prosegue Renzi, “Draghi sarebbe un ottimo Presidente della repubblica ma è anche un ottimo presidente del Consiglio”. “Chi va a discutere del Patto di stabilità nel 2022? Ci vuole uno che se va lì sappia di cosa si parla: Draghi è una garanzia sia al Colle che a Chigi. Non serve tirarlo per la giacchetta vediamo i prossimi mesi”, prosegue il leader di Iv. Che si prende il merito di averlo messo a Palazzo Chigi, sostituendosi a Mattarella: “Nei prossimi mesi sarà chiaro che Draghi premier non è solo un presidente del Consiglio ma è un cambio radicale. Draghi è per la politica quello che è stato Gigio Donnarumma agli Europei. Donnarumma ci ha fatto vincere gli Europei ma non se ne erano accorti. Draghi ha fatto la stessa cosa”.

Gli ami lanciati a Forza Italia

Ne ha per tutti, Renzi. “Salvini da qui a due anni lo troverete come volontario di una nave Ong a salvare immigrati. Conte invece è fantastico e uno che se non ci fosse andrebbe inventato. E una sagoma. E uno che è capace di dire tutto e il contrario di tutto”. Poi disegna il futuro della politica nazionale, che ovviamente non può prescindere da lui. “Tra due anni l’area politica contro gli estremismi avrà successo: lo spazio dell’area riformista è una prateria. Abbiamo la convinzione che come col 2 per cento abbiamo mandato via Conte così saremo decisivi alle prossime elezioni”. E Forza Italia? “Noi non lo sappiamo come arriviamo alle prossime elezioni e non sappiamo quale sarà il contenitore. Io penso che la Lega così com’è non va da nessuna parte, penso che il Pd non possa rincorrere i Cinquestelle, penso che il M5S sia morto politicamente e penso che Forza Italia debba scegliere”. Cosa? Se stare con Salvini o con lui?

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