Cacciari: “Sul green pass centinaia di medici mi danno ragione, ma hanno paura di parlare” (video)

martedì 7 Settembre 11:10 - di Luisa Perri
Cacciari Quarta Repubblica, green pass

«Sento usare parole come “stanare” chi non si vaccina. Ma ci rendiamo conto? Se arriva l’obbligo, bene: almeno sparisce l’ipocrisia. Mi arrivano centinaia di mail al giorno di medici e scienziati che mi danno ragione e mi dicono che non possono parlare». Massimo Cacciari motiva e illustra dubbi e perplessità sul green pass in Italia e sull’eventuale obbligo vaccinale.

Cacciari sul green pass da Nicola Porro

«Il governo è legittimato a imporre un trattamento sanitario, è vero. Se ne discute la legittimità in chiave culturale, etica e politica. Tutto va bene perché c’è un’emergenza sanitaria? E’ lecito chiedere in base a quali criteri cesserà lo stato d’emergenza? Finirà quanto non c’è più un malato in terapia intensiva o quando nessuno ha più di 37,5 di febbre? Tutti a sollecitare meccanismi autoritari, come sostanzialmente è l’obbligo di vaccinazione. Ma scherziamo? Ai virologi non frega nulla delle derive culturali e politiche di questa società?», dice Cacciari a Quarta Repubblica. «La forma a volte fa sostanza: sento usare parole come ‘stanare’ chi non si vaccina. Ma ci rendiamo conto?», dice il filosofo a Nicola Porro. «Se arriva l’obbligo, bene: almeno sparisce l’ipocrisia. Mi arrivano centinaia di mail al giorno di medici e scienziati che mi danno ragione e mi dicono che non possono parlare».

A Porro, Cacciari dice che provvedimenti come il green pass o l’eventuale obbligo vaccinale devono inserirsi in un quadro in cui «deve essere sempre garantito il rispetto della dignità della persona, la giurisdizione indica che la persona sia perfettamente informata. Mi domando se possiamo dire che le persone siano state correttamente informate sui vaccini e sulle loro conseguenze. Non c’è dubbio che i vaccini siano utili, ma questo non basta per dire che siamo correttamente informati».

“Che bisogno c’è di vaccinare gli adolescenti?”

«Non esiste nessuna situazione priva di rischi, le aziende farmaceutiche non conoscono però le conseguenze a medio e lungo termine dei vaccini. In queste condizioni, come si fa a imporre il green pass? Siamo già arrivati al 70-80% della popolazione vaccinata, si continui così» cercando di convincere gli italiani. «Quando siamo arrivati a vaccinare tutta la popolazione sopra i 40-50 anni, che bisogno c’è di vaccinare gli adolescenti, che non corrono alcun rischio reale?», afferma. «Non è vero che la situazione sia uguale ovunque: in moltissimi Paesi non c’è obbligo di vaccinazione. In Danimarca la situazione si è normalizzata, in Germania non si sognano di vaccinare gli adolescenti».

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