Bordate di Renzi al M5S: non arriveranno al 2023. Conte è già scappato da Primavalle… (video)

mercoledì 8 Settembre 15:44 - di Chiara Volpi
Renzi Conte

Renzi, show contro Conte e anti M5S a L’aria che tira. Ospite nel salotto di La7 di Myrta Merlino, la domanda delle cento pistole arriva in zona Cesarini, quando il tempo sta per scadere e la conduttrice interrompe il soliloquio del suo verboso ospite dicendogli: «Abbiamo venti secondi. Novità dei 5 stelle: Giuseppe Conte. Questa cosa cambia gli equilibri? Lei è sempre da quella parte del campo? Sempre nel centrosinistra?». Abile nello sviare le lame che piovono sulla tua testa, il leader di Italia Viva risponde: «Con Conte? Mai stato dalla sua parte, come noto» (video)…

Bordate di Renzi a “L’Aria che tira” su Conte e M5S

Quindi, rivendicando una sorta di primogenitura politica, aggiunge: «Io sono sempre stato nel centrosinistra. Che ci sia Conte è una novità. Lo ricordiamo tutti bello allegro firmare i decreti Salvini sull’immigrazione. Andare alle Nazioni Unite a dire che era sovranista»… «Mi sta dicendo che è un intruso?» Entra a gamba tesa la Merlino. Ma Renzi, deciso a demolire fino all’ultimo sassolino della scricchiolante casa pentastellata, prosegue e chiosa a effetto: «I 5 stelle non arriveranno al 2023. Esploderanno prima. La notte di San Lorenzo, dal punto di vista politico, sarà il 2022. Conte non regge, se avesse avuto davvero la forza che dicono di avere si sarebbe candidato a Primavalle, invece è scappato». Come dalla candidatura a Napoli e come da diverse posizioni scomode che ultimamente rendono goffo o impossibile qualunque asset (elettorale o meno) il nuovo leader del M5S voglia provare a mettere su…

Renzi demolisce Conte e 5S: «Non arriveranno al 2023: esploderanno prima»

Del resto, come noto, anche il castello di carte costruito sul Reddito di cittadinanza è venuto giù rovinosamente. Il dibattito delle ultime settimane ne ha rivelato definitivamente bluff e controindicazioni, e anche se Conte e i suoi proseliti del rito assistenzialista provano strenuamente a difenderne la validità, la spallata finale è improcrastinabile. Tanto che lo stesso Renzi a L’aria che tira sottolinea: «Se non ci fosse stata la proposta di referendum oggi nessuno discuterebbe di reddito di cittadinanza. Anche questa andrà a pallino. Tutti lo difendevano. Ora più nessuno. Piano piano torneranno le riforme del nostro governo»…

Solo di Maio è rimasto a difendere il Reddito di cittadinanza. Anzi, forse neanche lui…

Tanto che, a stretto giro Renzi, mirando all’affondo, aggiunge: «Io faccio il rompiscatole in politica, il concetto qual è? Tutti sanno che è una cosa sbagliata. Non troverà uno in Italia – a parte Di Maio – che pensa che i navigator funzionino. Anzi, forse nemmeno Di Maio ci crede più». Per cui, tira la volata Renzi: il fatto di aver aperto il dibattito da parte mia ha portato una cosa. Ovvero che Draghi cambierà il reddito».

 

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