Comunali, Conte teme il flop: per paura della figuraccia svicola dalla sua candidatura a Napoli

martedì 10 Agosto 16:46 - di Chiara Volpi
Conte candidatura a Napoli

Amministrative, Conte teme il flop ovunque. E per paura della figuraccia svicola dalla sua candidatura a Napoli. I grillini sul piede di guerra, ma lo staff del neo presidente tira dritto e annuncia il “contrordine compagni”. Del resto, fatti due calcoli. Preso atto del caos delle candidature in cui versa il M5S alle prese col sudoku dei 1162 comuni che saranno chiamati alle urne tra meno di due mesi. Ma col Movimento in difficoltà praticamente dappertutto, Conte si arrende all’evidenza. E piuttosto che andare incontro all’ennesima figuraccia, preferisce desistere dall’agone napoletano.

Comunali, Conte fugge dalla candidatura a Napoli

E così il suo staff comunica urbi et orbi: «La notizia secondo cui Giuseppe Conte avrebbe intenzione di candidarsi personalmente nella lista del Movimento5Stelle per le amministrative di Napoli è totalmente priva di fondamento». Anzi, addirittura, gli uomini del neo presidente aggiungono a stretto giro: «Conte si è speso in prima persona per l’eccellente candidatura di Gaetano Manfredi. E continuerà a spendersi perché il patto per Napoli diventi lo strumento concreto di rilancio della città. Ma non può garantire una presenza nel prossimo consiglio comunale. Visti gli assorbenti impegni per realizzare il rinnovamento, sul piano nazionale, del Movimento5Stelle».

Comunali, Conte teme un flop a 5s dappertutto

La smentita, sembra chiaro, suona tanto come un “vorrei ma non posso”. Come una scelta obbligata dalle circostanze. Oltre che mirata a evitare l’ultimo flop. Quello più eclatante: a incoronazione appena avvenuta. Dopo mesi di trattive interne e accordi rabberciati che hanno testimoniato solo quanto il Movimento vacilli, su fondamenta prese a picconate da vertici e base. Uno stato dell’arte a dir poco critico che con l’investitura di Conte come nuovo leader, induce a un’accelerazione delle procedure di annullamento delle candidature nelle realtà in cui potrebbe essere molto complicato, se non addirittura impossibile, ottenere un risultato anche solo decoroso.

Ma i parlamentari grillini radicati sul territorio minacciano battaglia

Insomma, come commenta opportunamente Il Giornale, «se non si può vincere, allora è meglio non partecipare», deve aver pensato l’ex premier che, tra fuoco amico e nemici della porta accanto, sembra optare per non presentare liste alle comunali, anziché accontentarsi di magri riscontri percentuali. E così, mentre molti parlamentari grillini decisi a competere in nome di un presunto radicamento sul territorio, contestano dalle retrovie la strategia del nuovo leader a 5s. Altri ancora lanciano apertamente l’allarme. E come riferisce il quotidiano milanese citato poco sopra, dichiarano polemicamente: «Conte presenta le liste dove sa che vince o che va bene. Mentre dove sa che andrà male sceglie di non correre. Ma così uccide la politica nei territori, che vive anche di liste e candidature»…

Conte affida la “pratica comunali” (e le sue rogne) a Paola Taverna…

Dunque, tra canditure carenti, fronde interne, previsioni sondaggistiche nefaste e attivisti spaccati, non solo il nuovo corso grillino che sulla carta profetizza un catartico reset da Nord a Sud è a rischio. Ma, addirittura, alimenta il caos nei territori e aumenta a dismisura il fatidico rischio di una figuraccia epocale. Quella paventata da Conte che, nel tentativo di defilarsi dalla prova delle urne, ha delegato la pratica delle comunali a Paola Taverna: a cui ora spettano tutte le rogne del caso.

M5S nel caos ovunque: da Nord a Sud

Del resto, al Sud il quadro grillino è desolante: la situazione critica in cui versano Benevento e Caserta stanno scatenando una vera e propria ribellione parlamentare. Mentre altrove, sempre nel Mezzogiorno, alcune città della Sicilia, un tempo roccaforte dell’exploit elettorale del M5S era 2018, i pentastellati sanno bene di essere a rischio estinzione. Con tanto di scomparsa dalla scheda elettorale.

Meglio battere in ritirata prima che l’agone elettorale abbia inizio?

E non che al Nord le cose vadano meglio. Abortito sul nascere il tentativo grillino di apparentamento con l’asset guidato dal sindaco uscente Beppe Sala, il movimento si ritrova alla ricerca matta e disperata di un candidato sindaco che voglia sobbarcarsi il rischio di una corsa solitaria che parte a dir poco zoppa. Mentre altrove, dalle città del Piemonte a quelle della Liguria, da Rho e Domodossola, i più cauti vanno in pressing per una ritirata strategica prima ancora che l’agone abbia inizio.

 

 

 

 

 

 

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