Roma, picchia a sangue la fidanzata e prende a calci i poliziotti: «Infami, vi ammazzo»

sabato 14 Agosto 9:37 - di Redazione
picchia a sangue

Picchia a sangue la fidanzata e poi aggredisce con calci e pugni le guardie carcerarie di Rebibbia intervenute per aiutare la ragazza. È accaduto in piena notte a Roma. L’uomo, un ventisettenne originario del Brasile, è finito in manette per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Giudicato per direttissima, il giudice ha convalidato l’arresto e ha disposto la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Picchia a sangue la fidanzata, la storia

A raccontare i particolare della storia è il Messaggero. L’uomo con la compagna era andato a cena. Dopo aver bevuto qualche bicchiere ha accusato la fidanzata di guardare altri uomini. Per l’uomo è stato un crescendo d’ira. Infatti, prima l’ha insultata e poi l’ha presa a schiaffi. Una situazione che è degenerata sulla via del ritorno in macchina. Come ricostruisce il Messaggero, il giovane ha continuato a insultare e a picchiare la compagna fino a farle sanguinare il viso. Quando lei ha cercato di reagire le ha anche morso il naso.

Picchia a sangue, le urla e l’aiuto degli agenti

La ragazza impaurita è scesa dalla macchina in via Majetti, dove si trova il carcere di Rebibbia. E in piena notte ha cominciato a urlare per chiedere disperatamente aiuto. La giovane ha anche citofonato al gabbiotto della casa circondariale e due agenti sono intervenuti per aiutarla.

Aggrediti anche gli agenti

I due agenti hanno cercato di calmare l’uomo ma è stato inutile. Anche loro, si legge sul Messaggero,  sono stati aggrediti con calci e insulti dall’uomo: «Secondino di m…, guardia infame t’ ammazzo, fatevi i c… vostri». Le guardie carcerarie hanno quindi chiamato i poliziotti, che sono intervenuti e hanno arrestato il ventisettenne. La giovane è finita in ospedale e ha riportato ferite giudicate guaribili in dieci giorni, ma non ha querelato il compagno. L’accusa ha quindi contestato all’uomo solo la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale.  

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