Pippo Franco candidato a Roma con Michetti: ironie dei radical chic (gli stessi che osannano Fedez)

sabato 28 Agosto 16:08 - di Penelope Corrado
Pippo Franco

Dichiaratamente di destra, snobbato dalla critica e irriso dal mondo radical chic, Pippo Franco, alla soglia degli 81 anni, ha sfoderato il suo sorriso sornione leggendo stamattina i commenti sprezzanti sul suo essersi candidato a sostegno di Michetti sindaco a Roma.

«Michetti lo conoscevo già, abbiamo degli amici in comune. Facevamo discorsi sulla visione artistica della vita. Io nasco come pittore, poi musicista, disegnatore di fumetti, attore e da lì sono arrivati il teatro e le regie. Parlavamo di Roma caput mundi e non di Roma kaputt, sotto il profilo culturale. Poi l’ho incontrato durante la campagna elettorale, ero in platea, e mi ha chiesto se volevo candidarmi, non sono stato io a propormi».

L’attore romano è un volto storico del cinema italiano. In principio viene diretto dai maestri del cinema come Luigi Magni (“Nell’anno del signore”), Dino Risi (“Il giovane normale”), Luciano Salce (“Basta guardarla”). Ma è con la commedia sexy che conquista ruoli da protagonista. Ma Pippo Franco può vantare anche di essere stato diretto da Billy Wilder nella pellicola “Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?”.

L’incontro Pierfrancesco Pingitore darà vita ad un fortunato sodalizio, vincente al teatro e in tv con il Bagaglino. Ma anche con film che, andrebbero rivalutati oggi, come “Remo e Romolo – Storia di due figli di una lupa”, “Nerone”, “L’imbranato”, “Ciao marziano”, lungometraggio ispirato a “Un marziano a Roma” di Flaiano.

Pippo Franco candidato: assessore alla cultura? Una balla

Pippo Franco, una carriera mancata di avvocato, racconta all’Adnkronos che si tratta dalle sua «prima esperienza politica ma può darsi che sia anche l’unica» e dice di non aspirare a diventare assessore alla cultura. «Non prevedo un ruolo, posso anche collaborare, l’importante è essere preparati. Mi interessa poter promulgare la visione artistica della vita, di ripartire dai contenuti, dall’umano perché la vita ormai sembra fatta solo di aperitivi. Bisogna andare incontro alle persone creative, aprire le porte agli artisti indipendentemente dal loro colore politico». Bocca cucita su chi ha votato alle scorse elezioni. «Non risponderò mai. E’ una domanda troppo intima».

Allo stesso modo, non risponderà mai alle ironie di tante firme radical chic che, oggi, lo irridono. Le stesse penne che sbavano per gli sproloqui di Fedez. A proposito, Pippo Franco vincerebbe persino nel confronto musicale. Incredibile ma vero: ha venduto più dischi lui con i suoi Mi scappa la pipì e Che fico, che il rapper milanese.

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