Il semestre bianco “disarma” Mattarella. Ora chi salverà Draghi dalla sua rissosa maggioranza?

lunedì 2 Agosto 15:54 - di Michele Pezza
semestre bianco

Un classico caso di eterogenesi dei fini. Questo è il semestre bianco, il periodo cui il capo dello Stato non può scegliere le Camere. Nato per scoraggiare tentazioni autoritarie, rischia ora di rivelarsi un micidiale incubatole di pulsioni anarcoidi. A volerlo, in senso all‘Assemblea costituente, furono i comunisti: un po’ per buonafede e molto perché non si fidavano della Dc, considerata una sorta di riedizione del fascismo sotto altre forme. Fatto sta che riuscirono ad introdurlo in Costituzione, precisamente all’articolo 88. A oltre settant’anni da allora, il bilancio del semestre bianco presenta più luci che ombre.

Scatta domani il semestre bianco

Di più: se solo potesse, Mattarella lo cancellerebbe d’imperio pur di evitare che al suo scoccare (proprio domani 3 agosto) Draghi e il suo governo finiscano inghiottiti dai gorghi del Parlamento, ormai affrancato dalla minaccia dello scioglimento per i prossimi sei mesi. Il problema è tutto qui: un presidente della Repubblica privo della sua arma più persuasiva è un’anatra zoppa, se non proprio un profeta disarmato. Più di tutti lo comprese a suo tempo Antonio Segni, che  – come ricorda Marzio Breda sul Corriere della Sera – già nel 1963 voleva metterci una pezza. La sua idea era semplice: inserire in Costituzione il divieto di rielezione per il presidente uscente. Tanto più che sette anni non sono pochi. Un bis al Quirinale scandirebbe tempi più consoni a un regno che a una repubblica. Infatti, non è mai accaduto se non nel 2013 con la rielezione di, Napolitano per poco più di un anno.

Il capo dello Stato non può sciogliere le Camere

Annusata l’aria, Mattarella si è già chiamato fuori. Ma in politica gli accadimenti non sempre corrispondono alla reale volontà dei protagonisti. A maggior ragione ora che la forza di maggioranza relativa in Parlamento, il M5S, rischia seriamente di frantumarsi in mille rivoli. Una condizione che non solo rende precario il governo, ma che sparge incertezza e apprensione sulla scelta del nuovo inquilino del Quirinale. Uno scenario a dir poco preoccupante. Rispetto al quale, alla luce del semestre bianco, Mattarella potrebbe opporre poco, anche  se non sarebbe del tutto disarmato. Potrebbe infatti dimettersi subito e lasciare al suo successore la decisione di sciogliere il Parlamento. Insomma, la ricreazione comincia ma è meglio che i partiti stiano in campana.

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