Marcello Sorgi evoca il «governo militare» in caso cadesse Draghi. Crosetto: «Ecco i democratici…»

giovedì 29 Luglio 13:57 - di Sveva Ferri
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Analizzando «perché non ci sarà una crisi ad agosto», Marcello Sorgi su La Stampa ha concluso il suo ragionamento sui vari scenari possibili parlando della possibilità di un «governo elettorale, forse perfino militare». «A mali estremi, estremi rimedi. Anche se non è affatto detto che ci si arriverà», ha chiosato, imprimendo alla provocazione un’aria di fattibilità, sebbene remotissima. Lo scivolone non è passato inosservato e, anzi, proprio perché giunto da un giornalista stimato e noto per le sue posizioni moderate, ha suscitato una certa agitazione.

Sorgi adombra il «governo militare»

Dopo aver chiarito che «di una crisi ad agosto non c’è nessuna voglia in giro» e aver avvertito che sarebbe «sbagliato di immaginare Mattarella con le mani legate» durante il semestre bianco, Sorgi è passato ad analizzare lo scenario che si potrebbe creare «se Draghi fosse costretto a dimettersi (ma va ripetuto: è un’ipotesi del terzo tipo, il periodo ipotetico dell’impossibilità)». Per Sorgi «Mattarella lo rinvierebbe immediatamente alle Camere, mettendo i partiti di fronte alle loro responsabilità» e la confusione «cesserebbe tutt’insieme». «Ma metti anche che – ha proseguito il giornalista – in un intento suicida gli stessi responsabili delle dimissioni insistessero per mandare a casa il banchiere», a Mattarella «non resterebbe che mettere su un governo elettorale, forse perfino militare, com’è accaduto con il generale Figliuolo per le vaccinazioni. A mali estremi, estremi rimedi. Anche – ha concluso Sorgi – se non è affatto detto che ci si arriverà».

Fazzolari: «La Corea del Nord è sempre più vicina»

L’uscita di Sorgi ha fatto schizzare La Stampa tra le tendenze di Twitter, dove in molti, in maniera assolutamente trasversale, hanno sottolineato l’insostenibilità di quella chiosa. «O Draghi o colpo di Stato militare. Lo suggerisce La Stampa con un articolo di Marcello Sorgi», ha sottolineato il senatore di FdI, Giovanbattista Fazzolari, per il quale «la Corea del Nord è sempre più vicina». Per il coordinatore di Leu, Arturo Scotto, invece, è «la Tunisia» che «è vicina». «Sorgi delinea uno scenario da fine mondo. Se cade Draghi, cosa praticamente impossibile, non resta che un governo militare. Scrive proprio così: a mali estremi, estremi rimedi. Spero sia un colpo di sole», ha commentato.

Crosetto: «Si parte con buone intenzioni e poi…»

Guido Crosetto, poi, ha avvertito che «si parte con buone intenzioni e poi non si sa dove si può arrivare, passo dopo passo, sentendosi dalla parte giusta», parlando di Sorgi come di «un grande giornalista, normalmente democratico» che «arriva a ipotizzare che il Presidente della Repubblica metta in piedi un “Governo Militare”…». Diego Fusaro, poi, ha replicato a sua volta con una provocazione: «Allora, vi piace questo regime terapeutico?». Qualcuno ci ha scherzato su, postando parate di carri armati o sottolineando che «La Stampa invoca i colonnelli». Ma, per lo più, la vicenda è stata presa sul serio o, per lo meno, con sconcerto. «Adesso, nel momento in cui una persona seria come Marcello Sorgi auspica “un governo militare” in caso di crisi del governo Draghi bisogna davvero preoccuparsi», ha scritto il giornalista Luca Telese.

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