Il Covid può colpire anche organi addominali e apparato gastrointestinale. Ecco che succede

venerdì 6 Agosto 16:25 - di Paolo Sturaro

Il Covid-19 può colpire anche gli organi addominali e l’apparato gastrointestinale. E «nei pazienti che presentino sintomatologia addominale e gastrointestinale gli esami radiologici più indicati sono la tomografia computerizzata con acquisizione multifasica, e parzialmente anche l’ecografia. Sebbene infatti il virus non determini segni radiologici specifici nel distretto addominale e gastrointestinale, il contributo offerto dalla diagnostica per immagini può aiutare il clinico nella diagnosi, nella stima di gravità e nella prognosi della malattia». È quanto indicato in un articolo di revisione recentemente pubblicato sul World Journal of Gastroenterology, frutto della collaborazione tra le scuole radiologiche di Pisa e Napoli.

Apparato gastrointestinale, la parola agli esperti

L’articolo porta la firma di Piero Boraschi, medico radiologo dell’Unità operativa di Radiodiagnostica 2 dell’azienda ospedaliero-universitaria pisana, coadiuvato da Francescamaria Donati della stessa struttura, da Stefania Romano (Unità operativa di Radiologia dell’ospedale di Pozzuoli, Napoli) e da Luigi Giugliano e Giuseppe Mercogliano (specializzandi dell’Università di Napoli Federico II), che hanno svolto un periodo di formazione alla Scuola di specializzazione in Radiodiagnostica diretta da Emanuele Neri, co-autore dell’articolo e direttore della Radiodiagnostica 3 dell’Aoup.

Dove può colpire il coronavirus

La pubblicazione, riferisce una nota dell’Aoup, evidenzia come Covid-19 – patologia sistemica che colpisce prevalentemente il sistema vascolare e i polmoni, determinando nei casi più gravi, una severa insufficienza respiratoria che è poi la principale causa di morte nei pazienti che ne sono affetti – possa in realtà coinvolgere anche l’apparato gastrointestinale, il sistema epatobiliare, il pancreas, l’apparato urinario e la milza.

Covid, l’apparato gastrointestinale e altre conseguenze

I segni radiologici più rilevati – dettagliano gli esperti – sono l’ispessimento della parete intestinale, talvolta associato a iperemia e ispessimento mesenterico, e la distensione fluida del grosso intestino. Raramente sono presenti segni di ischemia o pneumatosi intestinale. Le più frequenti manifestazioni radiologiche del coinvolgimento epatico sono la steatosi epatica, il fango e la litiasi biliare. Più raramente, nei pazienti Covid possono essere presenti la pancreatite acuta edematosa, l’infarto renale e il danno renale acuto da necrosi tubulare acuta. Infine, l’impegno della milza nella Covid-19 è caratterizzato da aumento delle dimensioni (splenomegalia) e da infarti splenici solitari o multifocali con classica morfologia cuneiforme o anche arrotondata, a profili irregolari o lisci (edm).

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