I “bravi ragazzi” del rave party ora si sentono intoccabili: nudi al supermercato per fare la spesa

sabato 21 Agosto 11:30 - di Aldo Garcon
rave party

I giovani reduci del rave party di Valentano si sono dispersi tra l’Alto Lazio, la Maremma tosco-laziale e l’Etruria meridionale. Per tutta la giornata di ieri al 112 continuavano ad arrivare segnalazioni e proteste.  A Marciano, per esempio, i carabinieri sono dovuti intervenire perché in otto sono andati a fare la spesa in un market completamente nudi. È solo uno dei racconti che continuano a destare indignazione dopo la conclusione del raduno illegale.

Rave party, segnalazioni e proteste

Un’altra carovana è stata allontanata dalle forze di polizia dalle sponde del lago di Corbara, nel comune di Baschi, in provincia di Terni. I giovani si erano fermati nelle vicinanze del lago con caravan e mezzi privati. Sono stati sanzionati per divieto di campeggio in area non autorizzata. Molti erano di nazionalità francese. La Verità cita numerosi altri casi. L’attività di controllo delle forze dell’ordine è continuata anche ieri: 200 tra auto e camper e 400 persone identificate. In dieci sono stati segnalati alla Prefettura perché trovati in possesso di modiche quantità di stupefacenti. Poi ci sono stati episodi a Pitigliano, un giovane ubriaco ha molestato dei passanti e un altro non voleva ripartire è salito sul tetto di un’abitazione. E da Sorano, comune in provincia di Grosseto a pochi chilometri da Valentano, è già un fuggi fuggi di turisti: agriturismi e hotel hanno segnalato non poche disdette.

Le segnalazioni e le denunce

Il prefetto di Viterbo e quello di Grosseto Paola, scrive La Verità,  sono stati convocati dal ministro Lamorgese, che dal 13 agosto non ha speso una sola parola sull’accaduto. E questo, ricorda il quotidiano, nonostante «il proprietario di buona parte di quei terreni, il sindaco di Grotte di Castro, Piero Camilli (già patron di Grosseto calcio, Pisa e Viterbese) abbia denunciato subito l’assembramento». «Alle prime luci dell’alba di sabato», racconta al quotidiano, l’avvocato Enrico Valenti, legale del sindaco, «siamo venuti a conoscenza del primo insediamento composto da circa 500 persone. Abbiamo avvisato immediatamente le forze dell’ordine e sporto denuncia all’autorità giudiziaria».

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