Foggia, ennesima morte sul lavoro: operaio stritolato da una lastra di calcestruzzo

lunedì 9 Agosto 17:02 - di Adriana De Conto
Morte sul lavoro

Morti sul lavoro, ennesima tragedia. E’ successo a San Giovanni Rotondo, nel Foggiano, dove Alessandro Rosciano, un operaio di 47 anni, è morto dopo essere rimasto schiacciato da una lastra di calcestruzzo. L’uomo, single e senza figli, era originario di Mandredonia. Lavorava come saldatore per il consorzio di bonifica. La lastra di calcestruzzo sarebbe caduta da una pala meccanica guidata da un collega. L’infortunio è avvenuto all’interno di un cantiere. I primi a tentare di soccorrerlo sono stati i colleghi ma per l’operaio non c’è stato nulla da fare. E’ morto sul colpo.

Chi era Alessandro Rosciani, stritolato da una lastra di calcestruzzo

Anche il personale del 118, giunto poco dopo non ha potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo. Sul luogo dell’incidente anche i carabinieri e gli uomini dello Spesal, il servizio prevenzione infortuni sui luoghi di lavoro che, sull’accaduto, hanno aperto una inchiesta. Un’altra tragedia, un periodo maledetto che da maggio ad oggi  registra un triste rosario di vittime: Noemi, Luana, Cristian, Laila. E siamo qui a piangere per l’ennesima volta il destino beffardo di persone oneste, lavoratrici, stimate dai colleghi. Alessando Rosciano,  appassionato di ornicoltura, era un allevatore di uccelli conosciuto in tutta Italia per questa attività che ha molti estimatori: “Il presidente, il consiglio direttivo, i revisori dei conti e tutti i soci dell’Associazione Ornicoltori di Capitanata Federico II, ancora increduli, si associano al dolore che ha colpito la famiglia Rosciano”.

Morti sul lavoro: il grido di FdI

E’ inaccettabile per Alessandro come per tutti glia altri morti sul lavoro in questo maledetto 2021. Il quadro tracciato dall’Inail sul primo trimestre del 2021 parla chiaro: le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’istituto entro il mese di marzo sono state 185:  19 in più rispetto alle 166 registrate nel primo trimestre del 2020 (+11,4%); effetto, sottolinea l’Inail, degli incrementi osservati in tutti i mesi del 2021 rispetto a quelli del 2020. In sostanza due persone ogni giorno muoiono mentre fanno il loro lavoro. Più volte la leader di FdI Giorgia Meloni ha stigmatizzato commossa queste btragedie che si stanno susseguendo a ritmo inquietante.  “La sicurezza sul lavoro è un tema che non può essere rimandato e su cui la politica deve lavorare unita affinché non si ripetano più questi drammi”. ” Le stituzioni tutte, che del popolo sono espressione e garanti, hanno la responsabilità e il dovere di non voltarsi dall’altra parte rispetto a questo dramma”, aveva rilevato proprio sul Secolo, Francesco Lollobrigida. E la politica non può davvero dividersi.

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