Morti bianche: “La politica non può dividersi. Prevenire le troppe tragedie diventi la priorità di tutti”

venerdì 7 Maggio 12:56 - di Francesco Lollobrigida

Dopo le tragedie di Luana, Cristian e Maurizio, la prevenzione delle morti bianche deve essere in cima alle priorità di tutte le forze politiche

Caro Direttore,

le sconvolgenti tragedie della giovanissima Luana D’Orazio, Cristian Martinelli e Maurizio Gritti, tre vite prematuramente spezzate durante lo svolgimento del loro lavoro, richiamano tutti noi a un tema tanto attuale quanto bisognoso di risposte urgenti e impegnative. Risposte che impongono prima di tutto alla politica una riflessione che non si limiti a considerazioni, a slogan, troppo spesso privi di soluzioni e consistenza fattuale. La materia riguarda non solo i datori di lavoro, gli stessi lavoratori, le rappresentanze sindacali e i cittadini della cosiddetta società civile.

“La sicurezza sul lavoro deve diventare un priorità”

No, il tema della sicurezza sul lavoro e delle morti bianche interpella nelle sue linee più profonde l’intera coscienza civica di una Nazione avanzata come l’Italia. E dunque le Istituzioni tutte, che del popolo sono espressione e garanti, hanno la responsabilità e il dovere di non voltarsi dall’altra parte rispetto a un dramma che ha fatto registrare decine di morti nel primo trimestre del 2021 e oltre mille nel solo 2020. Le Istituzioni tutte, in particolar modo nelle vesti dei suoi rappresentanti parlamentari, hanno la responsabilità e il dovere di legiferare e di far rispettare le normative in materia di sicurezza sul lavoro per garantire la vita dei propri cittadini e la serenità delle loro famiglie.

“Lavoro e tutela hanno un ruolo centrale”

Al fianco delle Istituzioni, va detto, si muovono realtà attente, e per questo preziose, che collaborano con le organizzazioni di categoria e in stretto raccordo con i rappresentanti della cosa pubblica. Hanno il grande pregio, e per questo li ringraziamo, di aver da tempo acceso i riflettori e di tenere alta la luce su una delle piaghe peggiori della nostra Nazione, portando parallelamente avanti, ogni giorno, una capillare campagna di prevenzione. Sono espressioni di un comparto che per vocazione e cifra istituzionale hanno il compito di prevenire tragedie come appunto le morti bianche, tutelando i lavoratori, facendo rispettare le leggi e punendo quanto più severamente possibile i trasgressori che si rendano responsabili di morti e infortuni. Queste presenze di civiltà hanno un profilo e un ruolo concretissimo: sono le forze dell’ordine, le libere associazioni, gli ordini professionali e, infine ma non ultimi, noi politici.

“Un tema su cui la politica non può dividersi”

Lasciami aggiungere, caro direttore, che raramente come oggi la questione del lavoro acquisisce ai nostri occhi una centralità lancinante. Se la disoccupazione, in modo particolare quella giovanile, è (e deve essere) in cima ai pensieri e alle priorità di qualunque forza politica autenticamente riformatrice, tale esigenza non può lasciare nell’ombra la necessità di tutelare chi un lavoro ce l’ha, magari precario e privo di quei contrafforti ambientali che lo rendano stabile e sicuro. A cominciare proprio dalla sicurezza. Ma, ecco il punto, possiamo forse dire che la sicurezza sul lavoro sia un’urgenza avvertita maggiormente da questa piuttosto che da quella formazione politica? Possiamo forse dividerci su un diritto così basilare, essenziale e solo apparentemente scontato come quello di trovarsi nelle condizioni di minima tranquillità nel posto di lavoro? Io penso fermamente di no, e rivendico il valore umano e politico di questa mia convinzione nella certezza di dover tutti operare, senza bandiere, per mettere in campo una efficace e mirata azione di prevenzione rispetto a tragedie come quelle che stanno riempiendo le nostre cronache quotidiane.

“Lo dobbiamo ai tanti Luana,Cristian, Maurizio”

Unitamente a ciò, dobbiamo tener ferma la necessità di vigilare sempre sulla coesione sociale, di cui il lavoro – inteso come strumento di realizzazione individuale, base di ogni progetto di vita condivisa e garanzia di dignità inalienabile – è architrave fondamentale. Proteggerne la sicurezza edificando una vera e propria “cultura della sicurezza”, non è un’utopia, ma un pegno di civiltà. Lo dobbiamo ai tanti, troppi, Luana, Cristian e Maurizio e alle loro famiglie.

*Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati

 

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