Feci, urine, pecore sbranate, uccelli impazziti: bilancio horror per il rave tollerato da Lamorgese

domenica 22 Agosto 16:42 - di Marta Lima
rave lamorgese

Il bilancio è pesantissimo, e non solo dal punto di vista economico. I danni del rave party tollerato dal ministro degli Interni Luciana Lamorgese, vicino Viterbo, per tre giorni ha devastato il territorio grazie alle gesta dei diecimila selvaggi accorsi alla festa di droga, alcol, sesso e immondizia varie. “Sono stati necessari 23 camion della nettezza urbana per ripulire l’area dai rifiuti, indifferenziati e speciali per la presenza di residui di siringhe, farmaci, stupefacenti, pannoloni e altro, che come tali andranno avviati allo smaltimento. Poi si tratterà di ripristinare l’integrità dei 700 ettari di terreno da pascolo e coltivazioni messo così a dura prova dal calpestìo dei partecipanti e dai loro mezzi”, scrive oggi il Corriere della Sera. In termini ec0nomici, si parla di danni per almeno 90-100 mila euro, tutti a carico dei contribuenti italiani, ovviamente.

Il rave ha danneggiato la flora e la fauna: e la Lamorgese?

In tanti si sono chiesti, in questi giorni, dove fosse lo Stato, il governo, il ministro Lamorgese mentre andava in scena la festa dell’illegalità nei dintorni del lago di Mezzano, a un’oretta dalla Capitale. I “punkabbestia”, i “compagni”, i teorici dello sballo libero e della presunta libertà esistenziale, oltre a fare danni a se stessi, come per quello straniero morto nel lago, ne hanno fatti tanti anche a delle creature innocenti delle quali erano ospiti, gli animali del posto. Oltre a defecare e urinare liberamente, i geni del rave party hanno anche sguinzagliato i propri cani contro le pecore e la selvaggina del posto. “Gli ovini persi a vario titolo sono almeno trenta, dei quali una decina spariti, cinque trovati morti e altri quindici avviati alla macellazione per le gravi ferite riportate a causa dei morsi dei cani, anche di grossa taglia, ai quali i ravers hanno consentito di tornare alla loro natura di cacciatori, o per gli stenti dovuti al caldo e la carenza d’acqua causata dal pozzo danneggiato. A questi si aggiunge l’esodo di tutta la fauna che normalmente popola il perimetro del lago di Mezzano. Anatre, falchi di palude, martin pescatori ma anche caprioli, fagiani, cinghiali, tutti fuggiti dal proprio habitat a causa dei rumori degli invasori» e chissà quando disposti a tornare…”, scrive ancora il quotidiano di via Solferino.

L’emergenza Covid ignorata dal governo

L’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, indaga su un possibile focolaio da rave party. “La Regione Lazio ha avvisto una attività capillare di tracciamento, comune per comune, a fare tamponi con i camper”, così come l’Asl Toscana Sud Est (Grosseto, Siena, Arezzo) dopo lo spostamento di molti “ravers” verso quelle zone, al termine del rave. Qualcuno di loro è ancora in giro, nudo, per supermercati…

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