Bollettino 13 agosto: 7.409 positivi e 45 morti. Abrignani (Cts): “In autunno al via la terza dose”

venerdì 13 Agosto 18:40 - di Giovanni Pasero
bollettino 13 agosto

Sono 7.409 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo il bollettino del 13 agosto del ministero della Salute.  Mentre sono 45 invece le vittime in un giorno, mentre giovedì erano state 30. Sono 225.486 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24. Giovedì erano stati 216.969. Il tasso di positività è del 3,2%, stabile rispetto a giovedì. Sono 369 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, 17 in più rispetto a giovedì nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo il bollettino del 13 agosto sono 35 (giovedì erano 37). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.033, con un incremento di 58 unità rispetto a giovedì.

Le tre regioni a rischio: Sardegna, Toscana e Sicilia

Sono 18 le Regioni che risultano classificate a rischio moderato nella bozza di monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute. Le restanti che risultano classificate a rischio basso sono il Lazio e le due province autonome di Trento e Bolzano.
Secondo la bozza scende l’Rt nazionale da 1,56 della scorsa settimana a 1,27 di questa, ma l’incidenza prosegue nella sua salita raggiungendo 73 casi ogni 100 mila abitanti contro i 68 della scorsa.

Sono la Sardegna con 141,8, la Toscana con 129,9 e la Sicilia con 127,2 le tre regioni con i valori dell’incidenza più alto per il periodo 6-12 agosto, quindi aggiornati a ieri. Il dato sulle incidenze rappresenta insieme a quello sulla saturazione dei reparti ospedalieri e delle terapie intensive, uno degli indicatori decisionali per le eventuali misure di contenimento. Il valore nazionale – secondo i dati del Ministero della salute che accompagnano il monitoraggio settimale Covid – è in crescita rispetto alla scorsa settimana con 73 casi ogni 100 mila abitanti. Il valore più basso è in Molise con 20,9.

Con il bollettino del 13 agosto il report settimanale Iss

Nessuna Regione supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in leggero aumento al 4%, con il numero di persone ricoverate in aumento da 258 (03/08/2021) a 322 (10/08/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta al 5%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 2.196 (03/08/2021) a 2.880 (10/08/2021).

La circolazione della variante Delta è ormai largamente prevalente in Italia e questa variante è dominante nell’Unione europea ed associata ad un aumento nel numero di nuovi casi di infezione anche in paesi con alta copertura vaccinale: e’ quanto risulta nella bozza di monitoraggio che chiede “tracciamento” e il “rispetto misure”. “Una più elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità”.

L’immunologo del Cts: “La terza dose si farà, a cominciare dai fragili”

La terza dose si farà e servirà prima alle persone fragili, cioè anziani e malati con problemi al sistema immunitario. Intanto però bisogna portare a termine la campagna in corso. Ad affermarlo, in un’intervista a ‘La Repubblica’, è Sergio Abrignani, immunologo dell’Università di Milano e membro del Cts. “Potrebbe servire a dare un boost, cioè un potenziamento della risposta immunitaria, a chi ha già chiuso il ciclo. Sappiamo, grazie all’esperienza su altri vaccini, come quello contro l’epatite B, che una nuova somministrazione dà un rinforzo rispetto alle prime due dosi. Sarà utile ad esempio per chi ha risposto poco al primo ciclo di vaccinazione ma anche per chi ha ancora un’ottima copertura, perché potrebbe servirgli a prolungare la memoria immunologica”, sottolinea Abrignani.

La terza dose, secondo Abrignani, serve contro le varianti esistenti come la Delta: “abbiamo visto che il vaccino copre al 90-95% dalle forme gravi e a circa al 70-80% contro l’infezione. Se per caso dovesse venire fuori in futuro una variante che sfugge e purtroppo dovesse prendere il sopravvento, allora sarà necessario fare un richiamo con un vaccino diverso, quindi non con il booster di cui parlavo prima”, aggiunge.

In questo momento nel mondo occidentale, rileva, “circa il 98% dei morti ha più di 60 anni. Quindi si va verso una terza dose per queste persone. Prima però ci sono da proteggere i fragili che rispondono poco al vaccino a causa delle loro condizioni. Si tratta ad esempio di soggetti che fanno la chemioterapia, che hanno sindromi di immunodeficienza, oppure che assumono alte dosi di cortisone. Non sono tanti nel nostro Paese, al massimo mezzo milione di persone”.

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