Voghera, in un video l’aggressione all’assessore: atterrato con un pugno da El Boussetaoui

giovedì 22 Luglio 17:31 - di Redazione
Voghera video

C’è il video di una telecamera di sorveglianza negli atti dell’inchiesta sulla morte di Youns El Boussetaoui, il 39enne cittadino marocchino, ucciso martedì sera dopo essere stato colpito con un colpo di pistola da Massimo Adriatici, assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera ed esponente della Lega.

Nelle immagini si vede il 39enne che si avvicina ad Adriatici mentre questi parla al telefono e colpirlo con un pugno al volto. L’assessore cade a terra, si rialza e raccoglie alcuni oggetti che gli sono caduti. Nelle immagini, invece, non si vede il momento in cui Adriatici impugna l’arma dalla quale è partito il colpo.

La sorella della vittima parla di omicidio volontario e chiede giustizia. “Mio fratello malato e barbone? – ha detto – E allora? Prendiamo la pistola e andiamo a uccidere qualsiasi persona malata?”. “Mio fratello ha una famiglia”, dice ancora la sorella. “L’ha colpito al petto, non è ragionevole che questa persona che ha ammazzato, sparando, ora si trovi a casa sua”. E ancora: “Mia figlia ha nove anni e mi ha detto ‘come è possibile che sia caduto e il colpo è uscito dalla pistola?’. È una cosa che capisce una bimba di nove anni. La pistola perché era carica? Perché era in mano?”.

L’avvocato di Youns El Boussetaoui, Debora Piazza, afferma che il suo assistito “stava male. I familiari erano preoccupati e lo avevano fatto ricoverare in ospedale, dal quale però era scappato. Lui voleva stare in piazza Meardi. Aveva sicuramente qualche problema, ma dovevano intervenire le istituzioni. Andava curato, non ucciso”. E parlando dell’assessore agli arresti domiciliari ha aggiunto che Youns “!è stato ucciso senza motivo da un assassino”.

Matteo Salvini anche oggi è tornato sul caso di Voghera. “Io a differenza del Pd – ha detto – lascio che a giudicare siano i magistrati”.  “Se colui che si è difeso perché aggredito – ha aggiunto – deteneva legalmente la pistola, è docente di diritto penale, è stato funzionario di polizia, avvocato penalista noto e stimato in città, e se, come dicono i testimoni è stato aggredito da un clandestino con due richieste di espulsione con precedenti penali per droga, violenza e aggressione, lascio giudicare i magistrati. Ci sono 1,3 milioni di italiani che hanno il porto d’armi legittimamente concesso da Prefetture e Questure, quindi io aspetto di capire”.

 

 

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