Vaccini a bambini e adolescenti, dallo sprint Usa alle cautele tedesche: come funziona nel mondo

sabato 24 Luglio 16:49 - di Agnese Russo
vaccino adolescenti

Tra appelli e dubbi, in vista della riapertura delle scuole a settembre, il dibattito sui vaccini a bambini e adolescenti in Italia si fa sempre più intenso. Attualmente per la fascia tra i 12 e i 17 anni l’unico siero autorizzato dall’Aifa è Pfizer (fin dall’inizio autorizzato a partire dai 16 anni, ndr), ma è probabile che da qui a breve si aggiunga anche Moderna: il via libera dell’Ema è arrivato ieri. Intanto le Regioni vanno avanti con quello che c’è e il Piemonte, per esempio, ha organizzato per lunedì una sorta di Open day: gli adolescenti potranno ottenere la somministrazione anche senza prenotazione.

Il dibattito in Italia

Per il momento si tratta comunque di un aspetto ancora marginale della campagna vaccinale, nella quale, come ribadito ieri dal commissario Figliuolo, la priorità resta “stanare” quei 2,3 milioni di over 60 che mancano all’appello. Ma come sta andando nei Paesi in cui la questione dei vaccini dai 12 anni in su si sta già affrontando da tempo?

Lo sprint degli Usa per i vaccini agli adolescenti

I primi ad autorizzare i vaccini a partire dai 12 anni sono stati gli Usa. Il via libera della Fda a Pfizer è arrivato l’11 maggio e il presidente Joe Biden ha esortato subito tutti gli adolescenti americani a vaccinarsi. Il numero dei vaccinati tra i 12 e i 15 anni resta, comunque, ancora relativamente basso. Secondo i dati pubblicati dal Cdc, riferiti dall’Adnkronos, a metà luglio, il 33% di questa fascia di popolazione ha ricevuto una dose e il 25% è completamente immunizzato. La percentuale sale tra i 16-17 anni, dove arriva a 45% con una dose e 37% completamente immunizzati, e tra i 18-24 anni, dove si arriva al 50% con una dose e al 41% immunizzati.

Biden punta a vaccinare presto anche i bambini

Nei giorni scorsi Biden ha detto di credere che «presto» si avrà la possibilità di vaccinare anche i bambini sotto i 12 anni, ventilando la possibilità che questo possa avvenire già in autunno, con la ripresa della scuola. Più cauto virologo Anthony Fauci secondo il quale «è molto probabile» che i dati riguardo ai vaccini per i bambini non saranno disponibili prima dell’inizio dell’inverno.

Israele parte dai ragazzi con condizioni di salute a rischio

Anche Israele ha iniziato la campagna per vaccinare i ragazzi tra i 12 e i 15 anni, che sono in totale 600mila, abbastanza rapidamente: Tel Aviv è partita il 6 giugno, con priorità per i ragazzi con condizioni di salute a rischio e quelli che vivono con familiari fragili. Diverso l’orientamento del Regno Unito dove il vaccino per i ragazzi dai 12 anni in su è stato autorizzato, ma il 19 luglio scorso, accogliendo la raccomandazione dal joint Committee on Vaccination and Immunisation, il ministro della Sanità Sajid Javid, ha stabilito che il vaccino anti Covid verrà offerto ai ragazzi che hanno più di 12 anni solo se sono estremamente vulnerabili o se vivono con persone a rischio.

Londra ci va più che cauta

Il dibattito sul rapporto rischi-benefici nel Regno Unito è apertissimo. Per gli esperti britannici, infatti, «i benefici per la salute di questo gruppo sono pochi ed i benefici per la popolazione più ampia altamente incerti». Dunque, «in questo momento, la commissione è dell’opinione che i benefici di una vaccinazione universale di bambini e ragazzi sotto i 18 anni non superano i potenziali rischi», fra i quali si segnalano le «rare ma gravi reazioni avverse, quali miocarditi e pericarditi». La decisione della Commissione, però, è stata accolta con perplessità da alcuni virologi, che l’hanno definita «non logica» rispetto al fatto che il farmaco ha ricevuto il via libera delle autorità di controllo anche per gli over 12.

In Germania raccomandato solo per gli adolescenti fragili

Cautela anche in Germania, dove la Commissione vaccinale permanente (Stiko) ha raccomandato i vaccini mRNA Comirnaty (il vaccino Pfizer, ndr) per i bambini e gli adolescenti con malattie pregresse in considerazione di un presunto aumento del rischio di un decorso grave della malattia. Dunque, l’uso del vaccino nei bambini e negli adolescenti senza precedenti malattie non è attualmente generalmente raccomandato in Germania, sebbene sia possibile su consiglio medico, in base alle scelte individuali e previa accettazione del rischio.

Come funziona nel resto d’Europa

Tra i Paesi che stanno offrendo la vaccinazione a tutti gli over 12 senza particolari remore, oltre all’Italia, ci sono: la Francia, che punta sui ragazzi anche per non diffondere il virus tra gli adulti e dove lo stesso presidente Emmanuel Macron ha annunciato che saranno avviate campagne di vaccinazione nelle scuole e nei licei alla ripresa della scuola; l’Austria, che ha l’obiettivo di vaccinare 340mila ragazzi entro la fine di agosto; la Spagna, che ha annunciato che inizierà la vaccinazione degli adolescenti un paio di settimane prima dell’inizio della scuola a settembre; l’Estonia, che prepara la campagna per l’autunno; la Lituania, che l’ha già iniziata; l’Ungheria, che a metà maggio ha iniziato a vaccinare i ragazzi tra i 16 ed i 18 anni. Anche la Svizzera, da questo mese, ha dato il via alle vaccinazioni dei ragazzi tra i 12 e i 15 anni.

Dal Canada alla Cina: come si regola il resto del mondo

Fuori dall’Europa, oltre agli Usa, sono molti i Paesi che somministrano i vaccini agli adolescenti. Tra questi Singapore, Giappone, Hong Kong, Filippine, Brasile, Cile, Canada e Dubai negli Emirati Arabi Uniti. C’è poi la Cina, dove per raggiungere l’obiettivo di vaccinare l’80% della popolazione entro la fine dell’anno devono essere immunizzate decine di milioni di bambini: a giugno le autorità sanitarie hanno autorizzato i vaccini Sinovac e Sinopharm tra i 3 ed i 17 anni, ma ancora non è iniziata la vaccinazione dei bambini.

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