Poliziotti come detenuti? La rabbia del Sappe: «Non andremo alla riunione farsa al ministero»

sabato 3 Luglio 20:37 - di Redazione

Poliziotti come detenuti? “Sono saltato dalla seggiola quando ho letto le dichiarazioni rilasciate dal sottosegretario Sisto”. È il commento furioso del segretario generale del Sappe, Donato Capece. “In trenta anni di sindacato non mi era mai capitato di ascoltare un membro del governo, per di più con delega al Corpo, affermare che i poliziotti penitenziari sono come i detenuti”. Il riferimento è alle parole del viceministro alla Giustizia rilasciate in un’intervista radiofonica.

Carceri, la rabbia del Sappe contro Sisto

Come si fa a pensare al carcere come ad un’unica comunità. Senza distinguere chi è in carcere a rappresentare lo Stato e chi è ristretto per avere commesso reati? E se il carcere è una comunità, come immagina Sisto, allora mettiamo sullo stesso piano agenti, detenuti, autorità politiche e dipartimentali? E se il detenuto è una persona uguale al poliziotto penitenziario, allora è anche uguale a lui, alla Ministra Cartabia e ad ogni altro cittadino italiano”.

Il sindacato di polizia: niente incontro con la Cartabia

Ma non basta. A seguire è arrivata anche la convocazione della ministra Cartabia di una riunione urgente sulla vicenda dei pestaggi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. “Alla quale – dice il numero uno del Sappe –  incomprensibilmente, sono state invitati ventiquattro sindacati rappresentativi di categorie che nulla hanno a che fare con la sicurezza penitenziaria”.

Una riunione farsa per l’opinione pubblica

Una provocazione. “A noi sembra una riunione fatta a favore di opinione pubblica. Fatta così per fare vedere che il Ministero interviene nel merito”. Insomma propaganda. “Ma che senso ha convocare cinquanta rappresentanti sindacali? Non solo di polizia ma di tutto il personale penitenziario?”, si chiede Capece. “Se si tratta di affrontare quel che è accaduto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere non dovrebbero essere solo i sindacati della Polizia Penitenziaria a partecipare?”.

S. Maria Capua Vetere, decida la magistratura

Quello che è accaduto a Santa Maria Capua Vetere – prosegue – è grave. Ma la magistratura è l’unica autorità deputata ad esprimere un giudizio definitivo. “Questo lo dico perché in questi giorni stiamo assistendo da ogni parte ad una delegittimazione del Corpo di Polizia Penitenziaria. Che va ben al di là di quel che è accaduto nel carcere sammaritano”.

“Basta con le minacce e gli insulti alla Polizia”

Capece parla di “gravissime minacce che stanno arrivando a tutti i poliziotti penitenziari italiani attraverso il web. E manifesti e striscioni affissi ovunque. Al punto che in parecchi penitenziari i direttori hanno dato indicazioni di recarsi al lavoro in abiti borghesi per evitare il rischio di attentati”.

Capece sul piede di guerra contro stampa e politica

In questo clima e a queste condizioni il Sappe non ci sta più. “Non parteciperemo alla riunione farsa di martedì prossimo”, taglia corto Capece. Che preannuncia, invece, “una stagione di manifestazioni e di proteste a difesa e a sostegno della parte sana del Corpo di Polizia Penitenziaria. Ingiustamente ed ingiustificatamente, fatta oggetto dell’odio indiscriminato di certa politica, di certa stampa e di certa società civile“.

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