Orlando suicida per un ricatto sessuale: la sua morte strumentalizzata dai supporter della legge Zan

sabato 10 Luglio 9:24 - di Redazione
Orlando

Orlando Merenda è un altro ragazzo la cui morte è stata oggetto di strumentalizzazioni da parte della sinistra pur di far passare la legge Zan come una norma salvifica per i gay. Il ragazzo, 18 anni, il 20 giugno scorso si è ucciso gettandosi sotto un treno tra la stazione di Torino e Moncalieri, a pochi metri da casa.

Orlando Merenda non si è ucciso per colpa dei bulli

I media si sono scatenati: colpa dell’omofobia, i bulli lo bersagliavano. E la conclusione obbligata era: bisogna approvare la legge Zan. Oggi si rafforza invece l’ipotesi di un possibile ricatto sessuale alla base della tragica scelta di Orlando. Le indagini della procura di Torino, coordinate dal pm Alessandra Barbera, adesso propendono per un giro di prostituzione minorile.

Si indaga su un giro di prostituzione minorile

“A spingere gli inquirenti in tale direzione – scrive La Verità –  un mosaico di piccoli indizi e confidenze ad amici e docenti, che porterebbe a pensare che il giovane, ancora minorenne, fosse finito in un brutto giro, dove qualcuno potrebbe aver approfittato di lui e dove, appunto, potrebbe esser nato un fatale ricatto. Per capire meglio, ora si stanno setacciando le chat e il telefono”.

La sinistra ha strumentalizzato anche la morte di Seid Visin

Non è una buona abitudine, dunque, quella di prendere un triste caso di cronaca e farlo diventare una bandiera ideologica. La sinistra non lo ha fatto solo con Orlando, lo ha fatto anche con Seid Visin, il ventenne etiope già promessa del calcio nelle giovanili del Milan, che ai primi di giugno s’ è impiccato nella casa vicina a Salerno, dove viveva con la coppia italiana che l’aveva adottato. Colpa del razzismo, sentenziò la sinistra in quell’occasione. La famiglia ha smentito, ha detto che il razzismo non c’entrava nulla. La madre ha indicato nella dura prova del lockdown, semmai, la causa della depressione del figlio.

Ma non c’è stato nulla da fare. Roberto Saviano è arrivato ad addossare quella morte a Salvini e Meloni. “Meloni e Salvini, un giorno farete i conti con la vostra coscienza, perché la sadica esaltazione del dolore inflitto ai più fragili prima o poi si paga. E vi auguro sinceramente che siano i vostri figli a vergognarsi di voi e a non darvi tregua”.

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