Ordinanza movida, il Tar boccia Leoluca Orlando: il sindaco di Palermo nell’imbarazzo più totale

mercoledì 7 Luglio 20:19 - di Redazione

Il Tar boccia il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Che sulle misure anticovid non ha nulla da invidiare al governatore sceriffo della Campania. Il tribunale amministrativo ha sospeso l’ordinanza anti-movida dell’amministrazione comunale. Che replica con un certo imbarazzo. E rilancia la palla in tribuna.

Movida, il Tar boccia Leoluca Orlando: niente ordinanza

“Prendo atto della decisione del Tar di sospendere l’ordinanza sindacale sulla movida”, dice il buonista Orlando. “Che era stata adottata di concerto con il comitato d’ordine e sicurezza. Motivo in più per invitare i cittadini alla massima prudenza. E al continuo rispetto delle regole, così come alla vaccinazione che sta dando ottimi risultati nel contrastare la diffusione del virus”. Allo stesso tempo – continua il sindaco di Palermo – non posso che ribadire il mio ringraziamento a quanti fra polizia municipale e forze dell’ordine, sono e saranno impegnati per continuare l’azione di contrasto ad ogni forma di illegalità e violenza”.

L’imbarazzo del primo cittadino: atto condiviso con il comitato per la sicurezza

Insomma, dietro le parole di circostanza, il primo cittadino è spiazzato. Tanto da chiedere chiarimenti all’avvocatura comunale. Che ha informato che il provvedimento è stato adottato in assenza di contraddittorio con l’amministrazione. L’udienza è stata fissata per il 21 luglio, “sede nella quale – dice Leoluca Orando – il Comune potrà far sentire i propri argomenti. Relativi a un atto adottato in stretto raccordo con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza”.

La Lega: sul covid il sindaco di Palermo si conferma inadeguato

La Lega critica pesantemente le prese di posizioni del sindaco di Palermo. Proprio alla vigilia della ripresa dell’Italia, finalmente in zona bianca. “La sospensiva del Tar dell’ordinanza sindacale sulla movida rappresenta la conferma che i provvedimenti di Orlando sono inadeguati. Perché non si può ricreare o riproporre, anche parzialmente, un lockdown in un momento come questo. Quella ordinanza rappresentava un danno per le attività produttive sane della città e costituzionalmente garantite”, così il capogruppo della Lega al Consiglio comunale di Palermo.  Al contrario bisogna intensificare i controlli – dice – soprattutto contro il fenomeno dell’abusivismo commerciale, “ovvero servono regole e provvedimenti che dovrebbero essere condivisi con il tessuto produttivo della città. Che deve lavorare in coro e non col singolo suonatore”.

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