Meloni: «Sulla giustizia la montagna ha partorito un topolino. Compromesso al ribasso. Era ovvio»

venerdì 9 Luglio 20:32 - di Alessandra Danieli

Riforma poco coraggiosa. Un compromesso al ribasso. Così Giorgia Meloni sul via libera del Consiglio dei ministri alla riforma della giustizia penale. “La montagna ha partorito un topolino”, dice da Rapallo. Nel corso dell’intervista con Mario Giordano sul suo ultimo libro. “Purtroppo è inevitabile. Quando hai una maggioranza così ampia. Mettere insieme un partito come Forza Italia e un partito come il Movimento 5Sstelle. È ovvio che alla fine devi trovare un compromesso al ribasso. E i compromessi hanno il limite di non avere il coraggio“.

Meloni: sulla giustizia la montagna ha partorito il topolino

Invece, va giù pesante la leader di Fratelli d’Italia, su un tema come la giustizia c’è bisogno di molto coraggio. “Non puoi mettere insieme tutto e il contrario di tutto. Vedremo i testi quando usciranno. Però il fatto che sia sparita la battaglia contro la prescrizione di Bonafede non è una buona notizia. Il fatto che ci siano tempi certi per le indagini preliminari è una buona notizia. Non mi pare che ci sia questa rivoluzione che si aspettava. D’altra parte abbiamo un ministro della Giustizia che ci dice ogni giorno che certezza della pena non è certezza del carcere“.

Ddl Zan, dove sono finite le conquiste femminili?

Dalla giustizia, argomento del giorno, alla telenovela sul ddl Zan. Sul quale la maggioranza non ha trovato la quadra. Qui l’ironia è d’obbligo. “La percezione che ho di me è più importante della mia origine biologica. Questa cosa significa che sono finite le conquiste femminili. Se non sono un uomo e non sono una donna ma sono quello che percepisco, gli incentivi sul lavoro femminile chi li prende? Le quote rosa, che io aborro?”, incalza la Meloni.

Le quote rosa e Ignazio La Russa

Che aggiunge sorridendo: “A me risolve il problema. Quando deve fare le liste per il prossimo Parlamento acchiappo La Russa. E gli dico oggi tu ti senti una donna. Voglio vedere chi mi dice qualcosa”.  E spiega. “Così come sullo sport. Ci sono fior fiore di atleti nati biologicamente uomini. Che a un certo punto decidono di diventare donna. E pretendono di competere nei campionati femminili. In Nuova Zelanda ci sta un signore che gioca a pallamano, che poi è diventato donna. Adesso gioca nella nazionale femminile di pallamano. Un metro e 88 per cento chili. Ogni volta che scende in campo spacca due-tre ossa. È normale?”. E ancora: quella della sinistra “è una specie di morra cinese. Si sono incartati. La sinistra combatte la violenza contro le donne. Però se il responsabile è un immigrato non se ne parla più. Quindi nella morra cinese della sinistra immigrato batte donne violentata”.

Meloni: Il momento più duro lo strappo Fini-Berlusconi

Il momento più difficile nel suo percorso politico? Non ha dubbi, confessa a Giordano. “Quando ci fu la rottura tra Fini e Berlusconi. Perché era una comunità che si sfaldava. È stata una fase molto difficile”, sottolinea la Meloni. “Quando abbiamo fondato Fratelli d’Italia non era facile capire quale foisse la scelta giusta. Alla fine abbiamo fatto la scelta più temeraria. Che poi  è andata bene”. Poi ricorda un aneddoto della vigilia delle europee del 2019. “Dissi ‘se non facciamo la soglia ci riflettiamo. Forse il nostro modo di fare politica è vecchio. Vedevi i 5Stelle al 32 per cento. Ma così meno di Giggino Di Maio valgo?’ Invece alla fine…”,

Meloni: no al vaccino per i giovanissimi

Ancora una volta la leader di FdI si dice contraria all’obbligo vaccinale. “L’unica cosa seria per far funzionare la campagna vaccinale è non fare confusione. Quello che sta devastando è  uno Stato che ti dice ogni giorno una cosa diversa sullo stesso vaccino. Creando sostanzialmente il panico. Poi annuncia di essere “contrarissima” alla vaccinazione dei più giovani. “L’86 per cento delle vittime da Covid  ha più di 65 anni. Non impatta sui giovani. Se non su quelli immunodepressi. Io sono contrarissima alla vaccinazione dei più giovani. Dei giovanissimi, dei ragazzini. Perché il rischio del Covid è quasi inesistente. Penso che su questo tema bisogna fare un dibattito serio, lo dico in punta di piedi”.

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