Lucilla Boari, da “cicciottella” derisa sui giornali a medagliata olimpica nel tiro con l’arco

venerdì 30 Luglio 15:39 - di Marta Lima

Lucilla Boari, dopo l’infelice definizione di “cicciottella” che un giornale le affibbiò cinque anni fa a Rio, ha vinto una storica medaglia di bronzo nel tiro con l’arco individuale femminile ai Giochi di Tokyo 2020. L’azzurra si è imposta sulla statunitense Mackenzie Brown per 7-1. “E’ una medaglia storica. Svegliatemi se è un sogno, non ci credo ancora, magari tra qualche ora realizzo cosa ho fatto. Pensate che la notte scorsa non ho dormito dal desiderio che avevo del podio”, le prime parole dell’arciera azzurra. “Per le donne del nostro movimento pesa tantissimo questa medaglia perché sono più forti e perché apre un percorso anche se faticoso. Comunque il pensiero di farcela c’era, visto come era andata ieri, e non potevo chiedere di meglio dopo che a Rio la medaglia a squadre era sfumata per poco”.

Lucilla Boari, da cicciotella a medagliata

Cinque anni, alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, allora 19enne, perse anche la finalina con la squadra femminile e il giorno dopo un quotidiano nazionale titolò sul team di “cicciottelle”. L’atleta italiana oggi ha così ricordato quell’episodio. “Domani mi aspetto un altro titolo di giornale, non è stato un bell’aggettivo, ci hanno detto che voleva essere di conforto e non dispregiativo ma purtroppo è passato l’esatto opposto ma il dato di fatto è che adesso c’è una medaglia”.

“E’ bella questa medaglia e non vedevo l’ora di tenerla, è un bronzo ma vale oro e non potevo chiedere di meglio. Ho dato il massimo e sono davvero felice. Una dedica? All’Italia”, ha continuato Boari. “Dopo 5 anni essere ancora qui e giocarsi una medaglia ci vuole la testa e credo di poter dire che in questi ultimi mesi, con questa medaglia al collo, di testa sono cresciuta e un po’ di autostima è anche aumentata”. “Un titolo per questa medaglia? La storia a scuola non mi piaceva anche se mia mamma è insegnante di storia, ed entrambi i miei genitori sono insegnanti con mio padre che tirava da giovane, ma questa è una medaglia storica perché mai vinta dal nostro movimento femminile”, ha aggiunto la 24enne di Rivalta sul Mincio.

L’emozione del papà di Lucilla

“Nella premiazione Lucilla era emozionata anche se alle volte può sembrare un pezzo di ghiaccio, è arrivata dove è arrivata grazie al suo carattere che vuol dire concentrazione su quello che fa estraniandosi da quello che non le interessa. Al telefono l’ho sentita diversa dalle altre volte, il tono di voce e le parole erano del tutto nuove e cariche di una felicità e brillantezza uniche. Si sentiva che era veramente felice” le parole all’Adnkronos di Antonio Boari, papà dell’azzurra.

“Sono veramente stravolto, è stata una bellissima occasione per vivere delle emozioni intense. Io ne ho provata una straordinaria e profondissima quando c’è stato lo scontro con la bielorussa, quando è riuscita a rimontare e vincere con un 10 allo shoot-off – prosegue -. Meraviglia, stupore, ammirazione e stima, sono questi i sentimenti che ho provato nei suoi confronti. L’ho percepita grande, la sapevo capace ma in un modo così sbalorditivo e inaspettato mi sono sentito più piccolo di lei”.

“Da quando è iniziata la sua scalata non mi sono fatto delle illusioni facendo ipotesi, andavo avanti passo passo solo che guardando avanti i grafici delle vittorie e ricevendo i messaggi non sono stato capace a seguirla in diretta, avrei rischiato l’infarto – prosegue Boari -. Sono sempre stato informato e poi quando ha perso con la russa non mi sono rammaricato pensando che arrivare così vicino alla medaglia era comunque qualcosa di straordinario e ho sperato andasse a buon fine la finalina”, afferma il padre dell’azzurra bronzo olimpico.

L’outing dell’atleta azzurra

Outing di Lucilla Boari dopo la conquista della medaglia di bronzo ai Giochi di Tokyo 2020. Nel collegamento da Casa Italia è arrivato un messaggio video all’azzurra. “Ti amo tanto, sono molto orgogliosa di quello che hai fatto, non vedo l’ora che ritorni, ti sto aspettando per darti un grande abbraccio”, ha detto Sanne de Laat arciera compoundista olandese a Lucilla Boari, che ha poi candidamente ammesso: “grazie alla mia ragazza”.

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