L’indice di contagio sale a 0,9 ma per ora nessuna Regione va in giallo. Musumeci: “Da rivedere i parametri”

venerdì 16 Luglio 11:16 - di Carlo Marini
report settimanale

Torna a corre l’incidenza dei casi Covid in Italia. Lo evidenzia la bozza del report settimanale Iss-ministero della Salute. “Aumenta l’incidenza settimanale a livello nazionale, pari a 14 per 100.000 abitanti (5-11 luglio) contro 9 per 100.000 abitanti (28 giugno – 4 luglio) dati flusso Iss. L’incidenza è ancora sotto il valore di 50 per 100.000 abitanti ogni 7 giorni in tutto il territorio”. Sono questi i dati del monitoraggio relativo alla settimana 5-11 luglio.

Anche l’indice Rt, dopo settimane di calo, ha subìto la prima impennata: 0,91 contro lo 0,66 della scorsa settimana. “Prosegue la campagna vaccinale e l’incidenza è attualmente ad un livello che potrebbe consentire il contenimento dei nuovi casi”, precisano gli esperti.

Musumeci: “In Sicilia solo 21 ricoverati su 5 milioni di abitanti”  

“Correggiamo i parametri per la definizione dei colori delle regioni. L’esperienza deve indurci a rivedere il sistema. Noi riteniamo che bisogna tenere conto di chi sarà costretto ad andare in ospedale e non del numero dei contagiati, la maggior parte dei quali sono asintomatici. Mi sembra una scelta di buon senso”. A dirlo è il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci intervenendo ad Agorà Estate su Raitre. 

“In Sicilia siamo la seconda regione per contagi – aggiunge – ma abbiamo solo 21 ricoverati su 5milioni di abitanti. Bisogna tenere conto dell’ospedalizzazione e non del numero dei contagiati. Non ha senso continuare a conteggiare chi ha avuto il virus. Non possiamo consentire che si debba richiudere, determinando un disastro che non sarebbe sanitario ma economico”. 

Il report settimanale relativo al 5-11 luglio

 “Il quadro generale della trasmissione dell’infezione da Sars-CoV-2 torna a peggiorare nel Paese con quasi tutte le Regioni e province autonome classificate a rischio epidemico moderato” rimarcano gli esperti nella bozza del report con i dati del monitoraggio relativo alla settimana 5-11 luglio. “Sono 19 le Regioni e le Province autonome classificate a rischio moderato e due (Trento e Valle D’Aosta) a rischio basso”.

“L’impatto della malattia Covid-19 sui servizi ospedalieri – dicono gli esperti – rimane minimo con tassi di occupazione in area medica e terapia intensiva ancora in lieve diminuzione”. “La trasmissibilità sui soli casi sintomatici aumenta rispetto alla settimana precedente, sebbene sotto la soglia epidemica, espressione – spiegano – di un aumento della circolazione virale principalmente in soggetti giovani e più frequentemente asintomatici”.

“Nessuna Regione o provincia autonoma supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 2%, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 187 (al 6 luglio) a 157 (al 13 luglio). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale rimane al 2%. Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 1.271 (6 luglio) a 1.128 (13 luglio)” si legge nella bozza del report.

La variante Delta corre anche in Italia

“La circolazione della variante Delta è in aumento anche in Italia. Questa variante sta portando ad un aumento dei casi in altri paesi con alta copertura vaccinale, pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi” sottolineano gli esperti.

“È prioritario raggiungere una elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione in tutti gli eleggibili – avvertono – con particolare riguardo alle persone a rischio di malattia grave, nonché per ridurre la circolazione virale e l’eventuale recrudescenza di casi sintomatici sostenuta da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità. Sulla base dei dati e delle previsioni Ecdc, della presenza di focolai causati dalla variante virale Delta in Italia e delle attuali coperture vaccinali, è opportuno mantenere elevata l’attenzione, così come applicare e rispettare le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale”.

Report settimanale: tutti i parametri in aumento

“Aumenta il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (2.408 contro 1.539 il report settimanale precedente) – si evidenzia inoltre – La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti scende ulteriormente (31% contro 32,6% la scorsa settimana). Aumenta la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (46,2% contro 40,3%). Infine, il 22,8% è stato diagnosticato attraverso attività di screening”.

 

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