Gianni Alemanno è stato assolto, cade l’accusa di corruzione: “Niente più fango su di me”

giovedì 8 Luglio 19:09 - di Adriana De Conto
Alemanno

Gianni Alemanno è stato assolto in Cassazione dall’accusa di corruzione. Imputato nell’ambito del procedimento stralcio su ‘Mafia capitale’, i giudici della Sesta sezione penale della Cassazione hanno annullato senza rinvio le accuse. “Credo che questa sentenza ridimensioni questa vicenda durata ben sette anni. Mi sono ritrovato prima mafioso e poi corrotto: adesso rimane un piccolo traffico di influenze che sarà la Corte di Appello a giudicare”.

Gianni Alemanno assolto, esultanza in Aula

Finisce un incubo, commenta Alemanno dopo la sentenza della Cassazione, attesa da ore al Palazzaccio. Alla lettura del verdetto dei supremi giudici grande l’esultanza dei familiari e degli amici presenti in aula. “Non c’è più corruzione – ha sottolineato Alemanno – non c’è più quel fango che mi hanno tirato addosso. Finisce un incubo durato sette anni, e che obiettivamente poteva essere evitato”.

Il pg aveva chiesto la conferma della condanna

Il  pg Perla Lori nella requisitoria aveva chiesto di confermare la condanna a 6 anni nei confronti di Alemanno, sollecitando un nuovo processo di appello limitatamente alle pene accessorie dell’interdizione dai pubblici uffici. L’ex sindaco di Roma era stato condannato in primo grado nel febbraio 2019 a sei anni. Sentenza confermata in appello lo scorso 23 ottobre. Una pena quasi doppia rispetto alla richiesta del sostituto procuratore generale Pietro Catalani che aveva sollecitato per l’ex sindaco una condanna a 3 anni e 6 mesi.  Come ha sottolineato lo stesso Alemanno, igiudici hanno deciso  di far svolgere un nuovo processo di appello per rideterminare la pen;, riqualificando il reato in traffico di influenze, per la vicenda dello sblocco dei pagamenti di Eur Spa.

Alemanno assolto, la soddisfazione dei legali

“Non possiamo che dirci soddisfatti dell’esito del ricorso che ha annullato tutte le ipotesi di corruzione”. I difensori di Gianni Alemanno, gli avvocati Cesare Placanica e Filippo Dinacci dopo la sentenza della Cassazione specificano: “La sentenza impugnata non prendeva atto di quanto già aveva statuito sulla vicenda dalla Corte di Cassazione. E soprattutto non considerava che il Sindaco Alemanno, al di là del coinvolgimento, solo tramite Panzironi, in alcune specifiche e, a nostro modo di vedere, lecite vicende, era stato giudicato completamente estraneo alle contestazioni di associazione ipotizzate dalla Procura: peraltro solo in parte riscontrate dalle sentenze che si sono occupate della intera vicenda”.

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