Finale Europei, il regista italo-inglese di “Piuma”: tifo azzurri. Non può vincere la nazione della Brexit

sabato 10 Luglio 12:50 - di Lara Rastellino
Finale Europei

Finale Europei, il regista italo-inglese Roan Johnson combattuto tra le radici che lo riportano in Inghilterra. E le ali che gli hanno fatto spiccare il volo in Italia. Messo alle strette, sulla sfida di Wembley di domani sera, alla fine sceglie e ammette: tra Italia e Inghilterra? Tiferò Italia. Anche se poi aggiunge: ma non vorrei sentire insulti agli inglesi

Finale Europei, il regista italo-inglese di “Piuma”: tiferò Italia

Del resto, a metà strada tra ragione e sentimento. Passionalità italica e lucidità british, Roan Johnson, nato a Londra da padre inglese e da madre italiana. Cresciuto a Pisa e trasferitosi a Roma, dove è diventato un affermato regista che ha firmato successi come Piuma, e serie tv come I delitti del Barlume e C’era una volta Vigata, tra l’obiettivo e il dissacrante ammette: «E poi, non può vincere l’Europeo la nazione che ha scelto la Brexit»…

Finale di Wembley, Johnson: «E poi… il rigorino a Sterling è stato un po’ un aiuto»

E allora, prosegue e incalza Johnson: «Quest’anno si tifa azzurri con più convinzione: giochiamo a Londra, quindi giusto stare per gli outsider. E poi… il rigorino a Sterling è stato un po’ un aiuto». Come dire: ora bisogna compensare. Anche se, in cuor suo e fuori dai denti, il regista sottolinea amaramente pure che: «In ogni caso dentro di me si svolgerà una partita nella partita. Per paura di questo dilemma quasi stavo per tifare Danimarca contro l’Inghilterra. Poi ho detto no: giusto soffrire nel modo più completo. Comunque vada ho vinto. Comunque vada ho perso»…

«Ma non vorrei sentire offendere gli inglesi: lì mi potrebbe salire la carogna…»

Un’anima divisa in due, quella di Johnson, che però si dimostra comunque incline a dare a Cesare quel che è di Cesare. Tanto che il regista spiega scoprendo il fianco a osservazioni e recriminazioni, come per lui stare con l’Italia o con l’Inghilterra sia un po’ come rispondere all’amletico interrogativo: «Vuoi più bene a Mamma o a Daddy?». Ossia: «Stare con la nazione dove sono vissuto? Contro quella dove sono nato? La bilancia pesa decisa per l’Italia», scioglie infine la prognosi Johnson. Ma non senza tormento. Tanto che, a stretto giro dal “coming out sportivo”, asserisce anche: «Ho solo paura che mentre guarderò la partita la gente inizi a offendere gli inglesi. Lì mi potrebbe salire la carogna»...

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