Variante Delta, tutto quello che c’è da sapere: rischi, numero di vittime, efficacia dei vaccini

martedì 15 Giugno 16:55 - di Eleonora Guerra
variante delta

Non solo in Lombardia. La variante Delta, o variante indiana com’è stata conosciuta finora, desta allarme a livello nazionale. È «una brutta bestia», ha commentato l’immunologo Sergio Abrignani, membro del Cts, rassicurando però sul fatto che «non ci preoccupa più di tanto perché abbiamo i vaccini». Il dibattito e, soprattutto, le osservazioni scientifiche ruotano tutte intorno a questo tema: l’efficacia dei vaccini per contrastare questa forma più contagiosa e più aggressiva del virus. Si parla del 50% in più di contagiosità e di un rischio di ospedalizzazione di circa 2 volte e mezzo in più.

Il caso Puglia: nessun vaccinato nel cluster brindisino

I casi più preoccupanti nel nostro Paese si sono registrati in Lombardia e in Puglia, dove sono stati individuati cluster nel Leccese e nel Brindisino e, soprattutto, dove un uomo di 62 anni è morto, mentre il genero cinquantenne è finito in rianimazione, come altre due persone. La vittima, secondo quanto riferito, aveva sì altre patologie, ma non gravi. Nessuno dei contagiati, però, aveva ricevuto il vaccino, tranne una donna, che comunque aveva avuto una sola dose di siero.

Lo studio di Lancet su vaccini e variante Delta

I vaccini, secondo uno studio di Lancet pubblicato in questi giorni, dovrebbero garantire una certa copertura: il 79% nel caso Pfizer (a fronte del 92% rispetto alla variante inglese) e il 60% nel caso di Astrazeneca (a fronte del 73%). A insistere sul tema dei vaccini è stato anche il sottosegretario alla Salute Pier Paolo Sileri, ricordando che «la stragrande maggioranza di coloro che nel Regno Unito sono stati ricoverati a causa della variante indiana non aveva fatto il vaccino. Molti avevano fatto una sola dose. Una parte minoritaria aveva completato il ciclo vaccinale».

I morti in Gran Bretagna

Il dato però rasserena fino a un certo punto, perché i numeri inglesi aggiornati a quattro giorni fa dicevano che su 42 morti per variante Delta ben 12 avevano completato il ciclo vaccinale ovvero avevano ricevuto la seconda dose da almeno 14 giorni; 7 ne avevano ricevuta una da almeno 21 giorni; gli altri non erano vaccinati. Dunque, anche la vaccinazione completa, per quello che dicono i numeri, potrebbe essere non sufficiente.

Londra «corre contro il tempo» per le seconde dosi

C’è da rilevare, però, che non ci sono informazioni circa lo stato di salute generale di questi pazienti deceduti. Neanche sulla stampa britannica, dove invece, come da noi, si insiste sull’importanza delle vaccinazioni. Sottolineando la necessità di completare il ciclo. In Gran Bretagna, ha spiegato Lorenzo Garagnani, primario in un ospedale di Londra, è «corsa contro il tempo» per accorciare i tempi tra una dose e l’altra, portando il richiamo a due mesi dai tre attuali.

 

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