Val di Susa, marcia dei No Tav orfani di Grillo. Damilano: «Basta no, l’alta velocità è il futuro»

sabato 12 Giugno 19:37 - di Redazione

“Siamo la natura che si ribella”. Dietro questo striscione è partita la marcia dei No Tav-No Tir diretti a San Didero in Val di Susa. Per protestare contro la realizzazione del nuovo autoporto, opera accessoria della ferrovia ad Alta velocità Torino-Lione . “Siamo tantissimi”, dicono gli organizzatori che azzardano la cifra di 20mila. Non più di 5-6mila per la questura. “E vicini a portare ancora una volta le nostre ragioni contro quest’opera inutile e dannosa“.

Val di Susa, No tav in marcia a San Didero

Uno schema che si ripete sempre identico per i militanti della crociata contro l’Alta velocità senza se e senza ma. No Tav e antagonisti vari. Quelli del blocco totale, quelli che vedono come la peste le grandi opere e la modernizzazione delle infrastrutture. Orfani dei grillini al governo, non si rassegnano. “Oggi come ieri in marcia per difendere le nostre terre e il nostro futuro”. Così, in una nota, Francesca Frediani, consigliere regionale del Movimento 4 Ottobre Piemonte.  Abbandonati da ‘alcune’ forze politiche – dice – ma mai dalla gente che oggi ha inondato le strade che portano da Bussoleno a San Didero. E giù attacchi. I soliti come un refrain incantato. Difendere la salute e i diritti dei cittadini contro opere costose e devastanti per l’ambiente.

Damilano: prossimi anni decisivi per lo sviluppo

Non la pensa così Paolo Damilano, l’imprenditore candidato dal centrodestra a sindaco di Torino. Che sottolinea la posta in palio. “I prossimi anni saranno decisivi per dare peso e sostanza al ruolo e ai progetti di Torino nell’ambito delle infrastrutture che nasceranno intorno alla Tav”. Poi ringrazia Mino Giachino, leader di Sì Tav e Sì Lavoro, promotore della manifestazioni a favore della Torino-Lione. Che – dice Damilano –  ha avuto il grande merito di tenere accesa la fiaccola della Tav quando la congiuntura politica aveva trasformato una necessità per Torino e per l’Italia in un problema da congelare. “Oggi la consapevolezza politica è cambiata, e l’ultimazione della Tav è condivisa da chiunque abbia a cuore lo sviluppo del territorio e del Paese. Il ruolo di un professionista esperto come Mino Giachino sarà importante. Insieme possiamo aiutare Torino a cogliere questa grande occasione”.

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