Speranza rassicura tutti sui vaccini. E annuncia: “Io farò Pzifer. Ne ho parlato con il medico”

martedì 15 Giugno 11:06 - di Redazione

“Sarebbe bello chiudere con lo stato di emergenza, dare un segnale positivo al Paese”. In un lungo colloquio-intervista con il direttore della Stampa, per “30 minuti al Massimo“,  il ministro Speranza fa il punto della campagna vaccinale e disegna prospettive rosee. “Con i dati che arriveranno venerdì, il 99% degli italiani sarà in zona bianca”, dice. Sperando di non rinnovare lo stato di emergenza in scadenza il 31 luglio.

Speranza pensa positivo: chiuderemo lo stato di emergenza

“Non abbiamo ancora deciso, ci sarà una valutazione. Se così fosse, però, dovremo individuare la strada normativa per prolungare l’attività del Comitato tecnico-scientifico. E della struttura del commissario Figliuolo”. Sul doppio vaccino, smentito proprio oggi dall’Ema,  insiste con la teoria confortante dell’efficacia e dei ‘buoni risultati’. Dopo il no ad Astrazeneca per gli under 60, Speranza “difende” il mix dei sieri. ‘Il cosiddetto ‘crossing vaccinale’ – spiega – è una cosa che la Germania fa da due mesi. Che anche la Francia e la Spagna fanno da tempo. È una procedura che ha dato buoni risultati, non sono invenzioni, ma evidenze e studi scientifici”. Glissa sul caos comunicativo che sta mettendo a dura prova la fiducia dei cittadini. Nessun pentimento sulle generiche raccomandazioni. Mai un’indicazione precisa. “Le questioni di natura sanitaria sono definite a livello nazionale e devono valere “erga omnes”.

Il  caos Astrazeneca, una Babele di lingue

La vicenda di Astrazeneca brucia. A febbraio era buono fino a 55 anni. Poi si è arrivati a 65. Poi è diventato raccomandato per gli over 60, ora va dato solo a loro. “Come in tutti i principali Paesi europei e del mondo, abbiamo mutato le indicazioni seguendo il parere delle agenzie regolatorie. Del Comitato tecnico-scientifico, degli esperti”, risponde Speranza. “Col passare delle settimane, le evidenze scientifiche hanno fatto consolidare nuove posizioni”. Quanto ha inciso, in quest’ ultimo cambio di orientamento, la morte della 18enne Camilla Canepa? «Ogni singolo caso, per quanto tragico, va esaminato nella sua particolarità. Non dimentichiamo mai – ripete come un mantra –  che i vaccini sono lo strumento essenziale per aprire una fase diversa».

“Le Regioni dovranno adeguarsi”

Sul mix dei vaccini però Campania e Lazio hanno annunciato disobbedienza. Dovranno adeguarsi, insiste Speranza. “Dalla Regione Campania è arrivata una richiesta di spiegazioni nel merito, che verranno date a strettissimo giro”, promette. “Ala fine le nuove indicazioni devono essere applicate in ogni angolo del Paese”.

Gli Open day dovranno modificare il piano

Altra nota dolente i vaccini ai giovanissimi. Stanno facendo da cavia? come ha detto Salvini. Neanche a parlarne. “Ricordo che sia l’Ema che l’Aifa hanno dato l’ok ai vaccini dai 18 anni in su. E non hanno mai cambiato opinione su questo. Poi c’è da tenere conto del rapporto tra rischi e benefici. Questi ultimi con AstraZeneca crescono nettamente con un’età più avanzata. Se la circolazione virale fosse stata ancora alta, lo avremmo usato in tutte le fasce di età. Il cambio di quadro epidemiologico è il fattore decisivo».

A settembre si cambia musica

Anche sugli open day è una Babele di lingue. Autorizzati dal Cts, poi criticati dall’Aifa.”Il vaccino AstraZeneca è stato usato in maniera larga nella fase epidemiologica più acuta. Il cambio di fondo c’è stato nelle ultime due o tre settimane. Perché l’Italia è passata a un livello di rischio basso. Gli “Open day” possono ancora essere fatti, ma rispettando i criteri anagrafici per i diversi vaccini. Quindi, con AstraZeneca solo sopra i 60 anni, Dove tra l’altro abbiamo ancora un pezzetto da recuperare, circa 3 milioni di persone”. Addio immunità di gregge a settembre? “Il messaggio arrivato dal generale Figliuolo è positivo. Con le dosi in arrivo nelle prossime settimane siamo in condizione di continuare con il ritmo prestabilito. Io vorrei arrivare a settembre al punto che tutti gli italiani che vogliono vaccinarsi avranno avuto la possibilità di farlo”.

Il ministro: “Con Draghi piena sintonia”

Dica la verità, punzecchia il direttore della Stampa, a proposito delle linea delle chiusure a oltranza. Si è sentito sempre “coperto” dal premier Draghi? «Sempre, c’è totale sintonia tra noi, ma devo dire che, nell’ambito del governo, ho riscontrato molta condivisione. Solo su un decreto la Lega ha deciso di non votare.

“Farò Pzifer, ho 42 anni”

Quando toglieremo la mascherina? A luglio, come ha detto Draghi? «Ritengo realistica la previsione del presidente Draghi, per la metà di luglio. Prima le toglieremo all’aperto, mentre al chiuso servirà più tempo. Anche qui, un passo alla volta”. Insomma, normalizzazione in vista. “Gradualmente riavremo una vita più simile a quella di prima, anche se qualche differenza ci sarà sempre, come, appunto, il richiamo del vaccino”. Il ministro in trincea da un anno e mezzo, però, non si è ancora vaccinato. E farà Pfizer. “Ne parlerò con il medico  di famiglia. Ho 42 anni, quindi per me le indicazioni dicono questo“.

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