Mix di vaccini, caos Speranza e Cts, dalla Meloni al Pd un coro unanime: il governo faccia chiarezza

sabato 12 Giugno 13:42 - di Bianca Conte
Mix di vaccini Speranza

Mix di vaccini, caos Speranza e Cts, dalla Meloni al Pd coro unanime: il governo faccia chiarezza. Intanto il dibattito infiamma gli esperti. E catapulta ministro della salute e team di esperti di governo nel mirino dell’opinione pubblica. Il caos vaccinale, tra suggerimenti e consigli per gli acquisti, e fino a ieri privo di indicazioni precise sulle somministrazioni. Nel delirio di una comunicazione che, a corrente alternata, ha prescritto tutto e il suo contrario, annunciando e poi smentendo istruzioni per l’uso confusionarie che, tra fasce d’età e sieri idonei e meno indicati a seconda del criterio immunizzante (a vettore virale o a Rna messaggero), hanno ulteriormente ingarbugliato l’informazione.

Mix di vaccini, Speranza e il Cts nelle peste

Oltre che alimentato preoccupazioni e paure. Il drammatico caso di Camilla Canepa, poi, la 18enne ligure deceduta dopo la vaccinazione con Astrazeneca, ha palesato una confusione che regna sovrana. Con ministro della Salute e comitato tecnico scientifico nel pallone, corsi alla errata corrige tardiva di ieri. Una gestione caotica della situazione vaccinale e un silenzio istituzionale che Giorgia Meloni denuncia da tempo. E che oggi, in nome di una critica al governo, al titolare del dicastero della Salute, Roberto Speranza, e ai suoi discepoli del Cts, coinvolge in maniera bipartisan una parte significativa dell’arco parlamentare.

Il caso Astrazeneca il contrordine sull’utilizzo delle fiale

Un cammino e una comunicazione accidentati, quelli relativi ai vaccini, e in particolare ad Astrazeneca, che inducono nuovamente a nuove soluzioni per uscire nel miglior modo possibile dall’empasse legata all’utilizzo dei vari sieri anti-Covid a disposizione. Eppure, ancora qualche giorno fa, il ministro Speranza sul caso asseriva solo: «Nel Cts la discussione è in corso»… Un cammino che ha dirottato solo ieri sulla restrizione del suggerimento di utilizzare quel vaccino solo per gli over 60. Una eventualità che, al momento, si scontra con la difficoltà a vietare esplicitamente l’uso di quel vaccino sotto una determinata fascia d’età, vista comunque l’approvazione europea di Ema e quella italiana di Aifa per tutti gli over 18. Insomma, il solito tutto e contrario di tutto.

Meloni: il governo faccia chiarezza

E così, come sottolineato da Giorgia Meloni ultimamente in un post su Facebook: «In pochi mesi siamo passati alla raccomandazione di AstraZeneca solo per alcune fasce d’età e non per gli anziani, poi ancora “buono per tutti”, per essere poi sospeso da Ema e da Aifa per tre giorni a livello precauzionale, infine per essere sconsigliato ai giovani, ma allo stesso tempo somministrato anche ai giovanissimi durante gli open day. Ora basta, non se ne può più di questo caos e di questa approssimazione. Chiedo che il governo riferisca immediatamente in Parlamento. Gli italiani devono sapere. Pretendiamo trasparenza e chiarezza: non si scherza con la salute dei cittadini». Una chiarezza e una trasparenza che, dopo l’ultimo possibile rimando al mix di vaccini a cui ha aperto il dibattito in corso tra gli esperti, sembrano allontanarsi ancora di più.

Stefàno (Pd): le risposte ai cittadini non possono arrivare dai talk show

All’opposto allora, dal fronte del Pd, su Twitter il senatore del Pd Dario Stefàno, presidente della commissione Politiche europee a Palazzo Madama, si rivela dello stesso avviso della leader di Fratelli d’Italia. E dichiara con tanto di hashtag: «Decine di persone mi fermano per strada, preoccupate per le notizie sulla vaccinazione e sulle indicazioni ad un mix. Ma è normale che, ancora una volta, non si spieghi bene ai cittadini quale è la decisione e si lasci ai talk show il compito di “spiegare”?». Ai posteri l’ardua sentenza…

Mix di vaccini: il parere degli esperti

Nel frattempo, i fatidici esperti di settore si dividono ancora. Con Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), per esempio, che intervenuto a Radio anch’io su Rai Radio1 ha asserito: «Teoricamente sappiamo che si può fare» il richiamo con un vaccino anti-Covid diverso dal primo utilizzato. E addirittura potrebbe anche essere più vantaggioso fare questa vaccinazione con due prodotti diversi. Quindi, perché no? Dal punto di vista scientifico – ha quindi concluso il virologo – è stato prospettato da tempo. Speriamo adesso di poterlo mettere in pratica anche noi, in virtù di queste evidenze di casi di trombosi rare importanti con vaccino a vettore virale. Quindi poter richiamare una prima dose di AstraZeneca, o di J&J, ammesso che vogliamo richiamarlo», con un vaccino diverso, a Rna messaggero, potrebbe essere la soluzione migliore».

Mix di vaccini, il dibattito in corso tra pareri discordanti e riserve

Nel frattempo, però, e sempre mentre cresce l’attesa per possibili nuove indicazioni che verranno date sul vaccino AstraZeneca. Per il quale l’uso preferenziale oggi previsto sopra i 60 anni potrebbe trasformarsi in un vero e proprio limite. Come sul nodo della seconda dose per gli under 60, Mario Clerici, docente di immunologia dell’Università degli Studi di Milano e direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi, contribuisce al dibattito partendo da una riserva. E dichiara: «Dal punto di vista immunologico, mixare vaccini diversi fra la prima e la seconda dose è sensato perché si sviluppano meglio le due braccia della risposta di difesa. Sarebbe quindi saggio esplorare questa possibilità. E stanno cominciando a uscire dati che dicono che il mix di vaccini funziona meglio. Non mi convincerebbe, però, se a muovere l’apertura a questa opzione fosse un altro tipo di discorso».

Mix di vaccini, studi e riscontri

Concludendo quindi che: «Dire che bisogna fare un richiamo diverso agli under 60 vaccinati con AstraZeneca alla prima dose è un principio di cautela, che però non ha molto senso – spiega Clerici –. Va infatti evidenziato che finora i rarissimi casi di trombosi post vaccinazione si sono visti dopo la prima dose di AstraZeneca, mentre non si sono mai visti dopo la seconda dose». E si ritorna al punto di partenza…

 

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