Camilla, l’inchiesta: aveva una piastrinopenia e 4 giorni dopo il vaccino iniziò una terapia ormonale

sabato 12 Giugno 8:56 - di Lara Rastellino
Camilla Canepa

Camilla, l’inchiesta procede ripartendo dal quadro clinico che precede la morte della ragazza: la piastrinopenia e una terapia per una cisti ovarica, curata con farmaci a rischio trombotico. Nelle indagini sulla morte di Camilla Canepa, la 18enne di Sestri Levante morta dopo la vaccinazione con AstraZeneca, il questionario in cui bisogna dichiarare il proprio stato di salute, e che viene valutato dal medico prima del vaccino contro il Covid-19, diventa dirimente. Da quanto emerso nelle ultime ore, infatti, la ragazza soffriva di piastrinopenia autoimmune, una «patologia in genere acquisita. Non familiare. Che colpisce le giovani donne», ha spiegato ieri all’Adnkronos Salute, tra gli altri, l’ematologo Pier Mannuccio Mannucci, professore emerito di Medicina interna dell’Università Statale di Milano.

Camilla Canepa, il quadro clinico che precede la morte

Il che significa che la ragazza ha una malattia autoimmune che implica un basso livello di piastrine nel sangue: sicuramente un fattore di rischio da tenere presente prima della vaccinazione. Eppure nella «scheda anamnestica» di Camilla, recuperata ieri dai carabinieri del Nas, la piastrinopenia non è però indicata. E quindi bisogna chiedersi perché. Se sia stata omessa o se addirittura, la stessa giovane non ne fosse a conoscenza… Purtroppo, però, non è ancora tutto. Come rileva infatti il Corriere della sera in un ampio servizio su due pagine dell’edizione odierna, dedicate proprio alla morte della 18enne ligure, «l’altro evento che potrebbe aver avuto un ruolo ancor più grave nella catena di interazioni che hanno portato al decesso, accade quattro giorni dopo».

Non solo la piastrinopenia: Camilla aveva iniziato una terapia per una cisti ovarica

E inerisce a un altro piccolo problema medico: quello di una cisti ovarica. Una problematica che, scrive il Corriere, Camilla avrebbe potuto curare «tra qualche mese. Ma invece il 29 maggio la ragazza comincia la terapia con due farmaci: Progynova (ormoni) e Dufaston (estrogeni)». Entrambe i farmaci, spiega una fonte sanitaria molto vicina alla vicenda, comportano un «rischio trombotico». Ossia, l’eventualità che entri in circolazione un trombo. Che sarà poi la causa della morte di Camilla, due giorni fa: il 10 giugno. 16 giorni dopo l’Open day per il vaccino.

Al centro dell’inchiesta l’interazione tra i diversi eventi

E allora, l’inchiesta della Procura di Genova, coordinata dal procuratore Francesco Pinto, riparte da questa concatenazione di eventi. O meglio, dalla loro interazione. Per cercare di comprendere il nesso tra causa e effetto in questa sequenza di avvenimenti che hanno condotto all’esito tragico Camilla. Una ragazza bella, atletica. Una pallavolista solare e una studentessa, che a breve avrebbe dovuto affrontare la prova degli esami di maturità. E che si è ritrovata invece a vivere la sfida più grande, l’ultima. Arrivata davvero troppo, troppo presto...

 

 

 

 

 

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