Scuola, foto denigratorie e insulti a prof e compagni sui social: sospesi 300 studenti

giovedì 10 Giugno 18:15 - di Redazione
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Ultimi giorni di scuola amari. Scattavano foto di nascosto ai loro insegnanti e compagni. Il tutto accadeva durante le lezioni a distanza oppure in classe. Le foto poi venivano pubblicate sui gruppi social modificate per “scopi denigratori e accompagnate da parolacce, insulti, allusioni sessuali”.

Per questo motivo la dirigente scolastica di un istituto di scuola secondaria di primo grado in provincia di Cuneo ha sospeso dodici classi e circa 300 alunni, obbligandoli però a frequentare le lezioni.

Scuola, la lettera della dirigente

«Alcuni hanno ammesso le loro responsabilità, i più hanno negato – ha spiegato la dirigente su La Repubblica – Moltissimi hanno riconosciuto di aver visto le immagini. Amareggia che nessuno abbia ritenuto di fermare questa catena, segnalando la cosa ai genitori o agli insegnanti».

La dirigente, come si legge su La Repubblica,  ha scritto una lunga lettera ai genitori per spiegare il motivo del provvedimento. Nella missiva precisa, tra l’altro, di avere imposto a tutti gli studenti colpiti dalla sospensione di andare a scuola «per riflettere su quanto accaduto».

La dirigente della scuola: «Dare un segnale netto»

E poi si legge ancora. Il Collegio dei docenti della scuola secondaria «ha avviato una profonda riflessione interna, condividendo l’amarezza per la superficialità e la mancanza di rispetto manifestata dai ragazzi, verso compagni e insegnanti. E ha concordato sul fatto che occorra dare un segnale netto».

«Immagini altamente offensive»

Nella lettera, come si legge sempre su La Repubblica,  la dirigente ricorda che in Europa il limite per iscriversi su un social (il cosiddetto “consenso digitale”) è di 16 anni, mentre in Italia è di 14: sotto quell’età «deve essere registrato il consenso dei genitori. Che ne hanno anche la piena responsabilità – scrive ancora la preside –. Alcune immagini circolate e diffuse in modo molto ampio sono altamente offensive e i genitori degli alunni interessati, o i docenti, faranno le loro valutazioni se procedere anche in altre sedi».

Come si legge anche su La Stampa, la dirigente annuncia che non è finita qui: «In sede di scrutinio, i consigli di classe attiveranno altri interventi, condivisi in sede collegiale, relativamente alle valutazioni del comportamento e di educazione civica, che è materia trasversale di competenza di tutto il consiglio di classe».

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