Mila, via al processo. In un libro racconta la sua vita da reclusa per avere offeso l’Islam

lunedì 21 Giugno 17:20 - di Francesco Severini
Mila

E’ iniziato il 4 giugno a Parigi il processo contro 13 persone accusate di minacce di morte e cyberbullismo nei confronti di Mila, la liceale che vive sotto scorta perché ha pubblicato online commenti offensivi sull’Islam.

Gli imputati e le minacce: farai la fine di Samuel Paty

Gli imputati, che hanno tra i 18 e i 35 anni e provengono da tutta la Francia, rischiano fino a due anni di reclusione e 30.000 euro di multa se condannati per molestie online. Uno di loro aveva promesso alla ragazza di farle fare la fine di Samuel Paty, il professore sgozzato da un fanatico islamista ceceno.

Il libro di Mila in uscita in Francia

La ragazza ha appena compiuto 18 anni e ha scritto un libro, “Io sono il prezzo della vostra libertà“, pubblicato da Grasset. Nel quale racconta come è cambiata la sua vita per avere detto ciò che pensa. La vicenda ha origine all’inizio del 2020 quando Mila insulta per la prima volta l’Islam sui social tornando poi alla carica con un video nel quale usa espressioni volgari contro Allah. La giovane, che è una paladina dei diritti Lgbt, ha cambiato scuola due volte. L’ultima volta è stata una scuola militare a cacciarla, per paura delle minacce ricevute. Suo padre ha accusato pubblicamente l’esercito francese di codardia. Il caso divide la Francia.

Gli insulti all’Islam risalgono al gennaio 2020

Come mai Mila è arrivata a insultare l’Islam? Su Instagram il 19 gennaio 2020 aveva respinto le avances di un insistente ragazzo musulmano. Dapprima cortesemente, poi i due trascendono, lei si dichiara omosessuale, lui e una banda di amici islamisti iniziano a insultarla, la chiamano “sporca lesbica” e “francese di merda”, lei perde le staffe e risponde con un video in cui dichiara di odiare tutte le religioni ma in particolare l’Islam: «La vostra religione è solo m…, il vostro Dio? Gli metto un dito nel… Grazie e arrivederci».

Il silenzio delle femministe

“La legge è chiara: in Francia abbiamo il diritto alla blasfemia, alla critica della religione”, ha detto su di lei Emmanuel Macron. La scrittrice e filosofa Élisabeth Badinter si è detta invece scioccata per la mancanza di sostegno a Mila da parte delle femministe. “Lei (Mila, ndr) sarebbe forse meno il simbolo della nostra impotenza se venisse difesa con decisione”, ha detto Badinter, prendendo di mira le femministe che trova “molto silenziose in questa vicenda”.

Anzi quando hanno parlato, come ha fatto Ségolène Royal, lo hanno fatto per attaccarla: “È inaccettabile – ha detto l’ex moglie di Hollande – che un’adolescente priva di rispetto venga posta ad esempio della libertà di espressione”.

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