Professore decapitato a Parigi, l’assalitore era un rifugiato con regolare permesso di soggiorno

sabato 17 Ottobre 16:56 - di Redazione

Era un rifugiato con regolare permesso di soggiorno. Abdoulakh A., il 18enne abbattuto dalla polizia francese dopo aver decapitato un professore a Parigi, aveva lo status di rifugiato. E un permesso di soggiorno, rilasciato il 4 marzo e valido fino al 2030. Lo ha reso noto in conferenza stampa il procuratore antiterrorismo Jean Francois Ricard.

Francia, l’assalitore era un rifugiato regolare

Il giovane assalitore aveva trascorso il pomeriggio di ieri davanti alla scuola media di Conflans-Sainte-Honorine. E aveva chiesto indicazioni su chi era il professore che aveva mostrato le caricature di Maometto. Il telefono cellulare dell’aggressore è stato trovato accanto al corpo della sua vittima. L’insegnante Samuel Paty. Conteneva un testo di rivendicazione del suo gesto e una foto del professore.

Noto alle autorità per reati comuni

L’assalitore di origine cecena, ma nato a Mosca, era noto alle autorità giudiziarie per reati comuni. Ma non era mai stato incriminato. O condannato. E non era considerato radicalizzato. Abdoulakh faceva parte di una banda di Eragny. Di cui fa parte un islamista considerato come pericoloso. Il procuratore ha anche riferito che la sorellastra di un genitore di un alunna del professore nel 2014 è partita per la Siria. Per unirsi allo Stato Islamico. Ed è ancora latitante.  Il genitore in questione è lo stesso che aveva protestato contro il professore. Accusandolo di “diffusione di immagine pornografiche”.

Charlie Hebdo in piazza per onorare il professore

Charlie Hebdo ha convocato per domani a Parigi una manifestazione in omaggio alla memoria di Samuel Paty. Barbaramente decapitato per aver mostrato in classe delle caricature di Maometto. “Di fronte a questo orrore”, la rivista satirica, già bersaglio del terrorismo, ha inviato su Twitter i cittadini ad unirsi domani alle 15 a Place de la Republique.  “Per sostenere gli insegnanti, per la libertà, contro il terrore”.

Commenti

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  • Franz 18 Ottobre 2020

    È la storia della classica vipera in seno che si ripete. Anche il nostro Paese accoglie persone che raccontano storie di persecuzioni e poi ci ripagano con spaccio di droga, strupi,, furti, e altri crimini e questo grazie ai buonisti, a un governo tollerante e a leggi lasse e fumose.

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