L’influencer Oli London cambia sesso ed etnia, il gender va in tilt: «Questo non si può fare»

mercoledì 30 Giugno 11:59 - di Federica Parbuoni
oli london

Alla fine la tempesta perfetta è arrivata e ha colpito duro tutta la corrente di pensiero secondo cui si può assumere qualsiasi identità si percepisca. A scatenarla, suscitando certa eco internazionale, è stato Oli London, un influencer britannico da 330mila follower su Instagram e 14,4 milioni di like su Tiktok. Nato maschio, bianco e britannico, il 31enne Oli London ha annunciato al mondo non solo di essere «non binario», e fin qui nulla di nuovo, ma di essere anche finalmente riuscito a «diventare coreano» dopo l’ennesimo intervento di chirurgia plastica. Il che, per molti i fautori del “liberi tutti di essere tutto”, ha rappresentato un cortocircuito, perché va bene decidere di “appropriarsi” di un sesso diverso da quello della nascita, ma decidere di “appropriarsi” di un’altra etnia proprio no. Quello suona offensivo.

«Ora è accettabile appropriarsi di un’altra cultura?»

Più d’uno l’ha scritto esplicitamente nei commenti al video del grande annuncio su Instagram. «Questa è la definizione di appropriazione culturale», ha scritto un utente, che sul suo profilo ha post a sostegno del Black lives Matter. «Dunque, appropriarsi di un’altra cultura ora è accettabile?», ha chiesto un altro, mentre in molti si domandano se non sia una presa in giro e un profilo che sembra inneggiare all’amore libero e rimanda a un sito per incontri tra adulti sentenzia: «Un altro esempio di quello che sta diventando la gente».

Oli London rivendica il suo diritto di essere coreano

Non va meglio su Twitter dove, fra commenti ilari e altri perplessi, qualcuno fa notare che «questa è la logica conclusione di una cultura che non vive più nella realtà. Ogni cosa è ridotta a una “costruzione sociale”, basata sulla negazione della scienza e sulla negazione assoluta di ogni verità oggettiva». Ma Oli London, che pure ha riscosso messaggi di incoraggiamento e come Demi Lovato ha chiesto di essere identificato con i pronomi they/them, non sembra curarsene. «Per stare bene e essere ciò che sono oggi ho attraversato cambiamenti estremi – ha detto l’influencer – che non riguardano solo il mio aspetto: ho vissuto in Corea, mangio cibo coreano tutti i giorni e parlo correttamente la lingua. Tutto ciò – ha sostenuto – mi ha permesso di identificarmi come non binario e coreano». E, d’altra parte, se ciascuno può essere ciò che si sente, perché “essi” dovrebbero essere discriminati perché si sentono coreani?

 

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