Famiglia, Gasparri contro l’utero in affitto: «Al via la petizione, primo atto dei comitati “Mamma è bello”»

giovedì 10 Giugno 12:06 - di Redazione
gasparri famiglia

Si parte con una petizione contro la «pratica aberrante» dell’utero in affitto. Ma il progetto “Mamma è bello”, presentato dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri e dalla responsabile del dipartimento Bioetica e diritti umani del partito, Olimpia Tarzia, non si fermerà a questo: il progetto, infatti, nasce come campagna articolata su tutti i temi della famiglia e del sostegno alle donne. Si va dal contrasto a ogni forma di violenza, alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro, dal diritto di ogni bambino ad avere una famiglia, alle politiche di sostegno economico e fiscale alle famiglie.

Gasparri: un progetto che mette al centro donne e famiglia

«Noi vogliamo dare rilevanza alle politiche familiari. Tutto deve essere orientato alla tutela della maternità, della genitorialità e della famiglia. E per questo lanceremo iniziative sia a livello nazionale che locale», ha spiegato Gasparri. Il senatore azzurro ha quindi chiarito che «in sintesi, l’iniziativa “Mamma è bello” fa proposte a livello nazionale e anche calate sul territorio. Ci saranno cellule di persone che si attivino nella società e nel dibattito. Noi – ha proseguito – vorremmo iniettare temi di positività anche attraverso i social e questi micro comitati locali».

La petizione contro l’utero in affitto

Si parte, si diceva, con una petizione online contro l’utero in affitto. «Una pratica aberrante», ha commentato Gasparri, sottolineando che «non capisco perché al Parlamento si discutono tante questioni sul piano etico, ma non si attuano politiche di prevenzione di fronte a questo rischio». È stata poi Tarzia a illustrare i progetti che l’iniziativa si propone di portare avanti, partendo da un dato culturale: «Portare al centro il valore della maternità». Si parte da qui anche per il tema della denatalità e della conciliazione per le donne tra vita professionale e vita familiare. Servizi, politiche fiscali, coinvolgimento di Stato ed enti locali sono tra le azioni concrete che gli azzurri indicano come necessarie e sulle quali lavoreranno anche attraverso “Mamma è bello”, che «punta a creare piccole cellule sul territorio».

I comitati per “Mamma è bello”

Dunque, un’articolazione nazionale, ma agile con «piccoli comitati di 5 donne, quelle che si incontrano ogni giorno al lavoro, le amiche, insomma piccole cellule che come lievito faranno crescere la sensibilità culturale sul tema». Gli uomini non sono esclusi, anzi «possono aiutare». «Ma in Italia abbiamo un problema culturale: su questi temi emerge una sola voce di cultura laicista che alza barriere e non riesce a dialogare. Ma nel Paese ci sono milioni di donne che celebrano la vita e noi vogliamo dar voce a quelle donne, ecco perché – ha concluso Tarzia – i comitati al femminile».

 

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