La renziana Bonetti apre all’utero in affitto: bisogna andare «al di là del nucleo familiare»

martedì 23 Febbraio 11:36 - di Giorgia Castelli
Elena Bonetti

Elena Bonetti lancia segnali al mondo arcobaleno. In un’intervista rilasciata a La Stampa ha parlato di un Family Act rafforzato, di un assegno unico a tutte le famiglie, anche quelle non tradizionali. Attuale ministro della Famiglia e delle Pari opportunità, Elena Bonetti con il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova rappresentava Italia Viva nel precedente governo Conte bis. Le sue dimissioni, firmate lo scorso 14 gennaio con quelle della Bellanova, hanno aperto la crisi di governo. Oggi è l’unico ministro a rappresentare Italia Viva nel governo Draghi.

Bonetti e il family Act

Durante l’intervista si parla di Family Act e il giornalista del quotidiano torinese le chiede a quale famiglia si rivolge l’assegno unico. Se a quella tradizionale come sostiene la Lega oppure a tutte le famiglie, comprese quelle Lgbt. La Bonetti è chiara: «Il Family Act si rivolge alle nuove generazioni e riconosce tutti i bambini come valore, al di là del contesto familiare. Questa visione è già stata votata per la parte dell’assegno da tutto l’arco parlamentare ed è partendo da questa unità che dobbiamo continuare a lavorare». Il punto sta tutto nella sottolineatura “al di là del contesto familiare” che in molti hanno interpretato come un’equiparazione tra la famiglia, così come è riconosciuta dalla Costituzione, e le coppie di fatto.

Pro Vita: «Va ostacolato l’utero in affitto»

Il primo a scendere in campo è stato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus. «Siamo d’accordo con il ministro delle Pari Opportunità e della Famiglia, tutti i bambini meritano attenzione. Per questo, per noi, la pratica dei bambini comprati all’estero tramite l’utero in affitto va combattuta e vietata. Un bambino nasce per natura da un uomo e una donna e, sull’assegno attribuito anche ai bambini che abbiano il padre o la madre impegnati in una relazione gay, il problema non è a valle ma monte. Va ostacolato l’utero in affitto, è questo il primo diritto che spetta ai nascituri».

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