Utero in affitto, esposto di Rauti contro gli spot che lo promuovono: «È reato, basta pubblicità»

giovedì 25 Febbraio 20:49 - di Agnese Russo
pubblicità utero in affitto

Un esposto contro le pubblicità online e sui social che promuovono l’utero in affitto. A presentarlo è stata la senatrice di FdI, Isabella Rauti, nella sua veste di parlamentare e di responsabile del partito per le Pari opportunità, la famiglia e i valori non negoziabili. «In Italia – ha ricordato Rauti – utero in affitto e maternità surrogata costituiscono reato penale».

L’esposto di Rauti contro gli spot sull’utero in affitto

«Tramite i miei legali ho presentato un esposto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Roma per valutare i profili di illegittimità in relazione alle pubblicità on line di servizi di maternità surrogata», ha spiegato Rauti. «Nei mesi scorsi – ha ricordato l’esponente di FdI – sono comparsi numerosi post, pubblicati sui social Facebook ma anche su siti web, reiterati ed insistenti, attraverso annunci a pagamento finalizzati a pubblicizzare l’offerta del ricorso all’utero in affitto ed alla maternità surrogata, con le indicazioni delle relative cliniche operative in Stati esteri, nei quali tale pratica è consentita».

«In Italia è un reato penale»

«Il mio esposto di querela/denuncia – ha spiegato ancora la senatrice di FdI – richiama il principio per il quale nell’ordinamento italiano, l’utero in affitto e la maternità surrogata costituiscono un reato penale». Il caso finì al centro di un acceso dibattito già nei mesi in cui esplose. E ci fu anche la richiesta delle associazioni delle famiglie di un intervento dell’Agcom. La risposta dell’Autorità, contestata da eminenti studiosi, fu però che non era suo potere intervenire. Sul tema esiste anche una proposta di legge, prima firmataria proprio Giorgia Meloni, che chiede di rendere l’utero in affitto «reato universale».

Meloni: «L’utero in affitto sia reato universale»

«La maternità surrogata è la forma di schiavitù del terzo millennio, che umilia il corpo delle donne e trasforma i bambini in una merce. Mi auguro che tutte le forze politiche vogliano condividere con noi questa battaglia di civiltà», spiegò la Meloni presentando il testo. Ora questo esposto presentato da Isabella Rauti, che mira a far rispettare una legge che troppo spesso viene aggirata. Con la complicità di quella sinistra che a parola si dice contro la pratica, ma che nei fatti le apre le porte in maniera surrettizia. Per esempio attraverso battaglie come quella per il riconoscimento anagrafico come genitori di coppie che vi sono ricorse.

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