Covid, torna la paura in Gb: la variante indiana fa schizzare su i contagi. Mai così male da aprile

venerdì 4 Giugno 15:12 - di Robert Perdicchi

Torna a salire la curva dei contagi da Covid-19 in Inghilterra, dove secondo l’Organizzazione nazionale di statistica (Ons) non si registravano così tanti casi positivi dalla metà di aprile. Colpa della variante indiana, identificata come Delta (o B.1.617.2), molto più trasmissibile di quella inglese (Alpha).

Secondo l’Ons, circa una persona su 640 nelle famiglie in Inghilterra ha avuto il Covid-19 nella settimana fino al 29 maggio, rispetto a una persona su 1.120 nella settimana precedente. Questo è il livello più alto dalla settimana che si conclude il 16 aprile. I dati non prendono in considerazione gli ambienti ospedalieri, le case di cura e altre istituzioni, precisa la Bbc. L’aumento nella curva dei contagi è stato anche rivelato in Galles, in Irlanda del Nord e in Scozia.

La variante indiana fa tremare la Gran Bretagna

Il Guardian avverte che la variante indiana, diventata dominante nel Regno Unito in quanto diagnosticata nel 75 per cento dei positivi, potrebbe provocare un aumento dei ricoveri ospedalieri. Un nuovo rapporto pubblicato dl sistema sanitario nazionale britannico parla di 12.431 casi di variante Delta individuati, contro i 6.959 dell’ultimo bollettino diffuso una settimana fa.

Dalle analisi emerge inoltre che la variante indiana potrebbe essere maggiormente resistente al vaccino. Ma l’epidemiologa Meaghan Kall su Twitter ha insistito sulla necessità di proseguire con le vaccinazioni, unico modo per sconfiggere il coronavirus. Il 73% dei casi Delta riguarda persone non vaccinate e solo il 3,7% coloro che hanno ricevuto entrambe le dosi, mentre solo il 5% delle persone ricoverate con questa variante ha ricevuto le due dosi.

Le autorità della Gb approvano il Pfizer ai dodicenni

Le autorità britanniche hanno approvato l’uso del vaccini Pfizer contro il Covid anche per la classe d’età fra i 12 e i 15 anni. Secondo l’ente regolatorio Mhra, il vaccino in quest’età è sicuro ed efficace e i benefici superano i rischi, riferisce la Bbc. Sarà ora il Comitato congiunto sulla vaccinazione e l’immunizzazione (Jcvi) a valutare se raccomandare al governo di inserire anche questa classe d’età nel piano di vaccinazione nazionale.

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