Copasir, mercoledì l’elezione del nuovo presidente. Probabile fumata bianca per Urso

lunedì 7 Giugno 18:57 - di Redazione

Si avvicina la conclusione della tormentata vicenda della presidenza del Copasir. Con l’elezione del nuovo presidente dell’organo di controllo dei Servizi prevista per il 9 giugno. Il vicepresidente Adolfo Urso, infatti, ha convocato per mercoledì prossimo alle ore 14 una plenaria del Comitato di Controllo parlamentare dei servizi per l’elezione del successore del leghista Raffaele Volpi.

Copasir, convocata la plenaria per il 9 giugno

Il senatore di Fratelli d’Italia ha atteso il fine settimana. Poi ha rotto gli indugi e ha convocato – in qualità di vicepresidente – il Comitato di Controllo dei servizi a palazzo San Macuto. Così come ‘ricordato’ dai presidenti di Senato e Camera, Casellati e Fico, venerdì scorso, nella loro seconda lettera sul caso Copasir.  Mercoledì, dalle 14, il Comitato di controllo è chiamato a eleggere il successore del leghista Raffaele Volpi. Dimessosi lo scorso 20 maggio, dopo mesi di polemiche per la mancata assegnazione della presidenza a Fratelli d’Italia. Unica forza di opposizione presente a San Macuto, cui spetta per legge la guida dell’organismo di controllo dell’operato degli 007 italiani.

Elezioni presidente, probabile fumata bianca per Urso

Lo stesso Urso, come riferisce l’Adnkronos, prima di procedere alla convocazione ha avuto contatti con gli altri membri dell’organismo. Avvisando tutte le forze politiche che mercoledì si proverà a sciogliere il nodo della vicenda. Bocche cucite tra coloro che dovranno votare. La situazione resta infatti da decifrare. Anche se pallottoliere alla mano, la fumata bianca per Urso appare più che probabile.

Il senatore di Fratelli d’Italia, candidato unico, dovrebbe poter contare, infatti, sui voti dei due forzisti Elio Vito e Claudio Fazzone. Così come sui voti dei 3 del M5S (Maurizio Cattoi, Federica Dieni e Francesco Castiello). Voti che uniti al suo, potrebbero essere i sei sufficienti all’elezione. Restano in bilico le scelte del deputato dem Enrico Borghi e del senatore Ernesto Magorno, di Italia Viva. Legate al confronto con i rispettivi leader, Letta e Renzi. Il leader dem si è espresso più volte a favore del passaggio di testimone a FdI, unico partito all’opposizione. Quasi scontata la non partecipazione al voto dei due leghisti, l’ex presidente Raffaele Volpi e Paolo Arrigoni. Con quest’ultimo che fa sapere che “ci sarà una riflessione nel partito sul da farsi”.

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