Bertolaso: «Abbiamo vinto la sfida in Lombardia e il vaccino Astrazeneca non ci serve più»

mercoledì 23 Giugno 15:13 - di Sveva Ferri
bertolaso vaccini

Venerdì, ha annunciato, andrà in ferie dopo «cinque mesi che lavoro giorno e notte». Dunque, è tempo di bilanci per Guido Bertolaso, che in conferenza stampa ha illustrato i risultati di una piattaforma che analizza l’efficacia della campagna per la somministrazione dei vaccini, del quale è coordinatore in Lombardia. L’ex capo della Protezione civile, che sulla possibilità di un ritorno a settembre ha detto «vediamo», ha spiegato di considerare chiusa la parte più difficile del suo lavoro di organizzazione della campagna vaccinale di massa. «Anche il virus sta facendo le valigie ed è stato messo all’angolo», ha detto, forte di risultati da “primo della classe”: la Lombardia, infatti, è prima in Italia nel rapporto tra dosi ricevute e dosi somministrate, con una percentuale del 96,5%.

Dai titoloni sul “caos Lombardia” al “rumoroso silenzio”

Ma l’incontro con la stampa è stato anche l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «Quando la Lombardia aveva problemi – ha ricordato Bertolaso – le prime pagine sul “caos Lombardia” erano quotidiane. Adesso che la Lombardia è la prima della classe c’è un silenzio un po’ troppo rumoroso». «Abbiamo tenuto duro. Ora – ha aggiunto – voglio vedere se qualcuno mette in prima pagina che la Lombardia è prima nel rapporto tra dosi ricevute e vaccini somministrati». «Abbiamo tenuto duro – ha detto ancora – anche se eravamo sommersi dalle critiche perché volevamo vaccinare solo gli 80enni. Io rispondevo che facevano così perché noi siamo seri, vogliamo vaccinare quelli più a rischio, i più fragili».

Bertolaso: «Non abbiamo bisogno dei vaccini Astrazeneca»

Una strategia che ha premiato e che ora si rivela doppiamente efficace alla luce del terremoto Astrazeneca. In Lombardia, ha spiegato Bertolaso, ne «servono 300mila dosi ancora per ultimare le seconde dosi agli over 60», ma in generale questo vaccino «non ci serve più». Tra l’altro, ha chiarito ancora il coordinatore della campagna vaccinale lombarda, «chi non si è vaccinato tra gli over 60 è perché non vuole vaccinarsi o perché ha fatto il Covid. Non possiamo mandare i carabinieri in casa».

A rischio le forniture di Pfizer e Moderna

I problemi, invece, potrebbero nascere in caso di una riduzione delle forniture dei vaccini a mRna, vale a dire Pfizer e Moderna. Bertolaso ha spiegato che «al momento abbiamo avuto notizie informali dalla struttura centrale di Roma che a luglio ci potrebbero essere, cosa che creerebbe problemi alla Lombardia e a tutte le altre Regioni». «Avrebbero più problemi – ha poi chiarito – soprattutto le Regioni virtuose, che avevano già fissato le prenotazioni. Noi – ha spiegato – abbiamo prenotazioni fino al 4 agosto: viaggiamo su una media di 100mila prenotazioni al giorno fino al 4 agosto. Se dovessimo ricevere vaccini inferiori al numero previsto ci saranno problemi».

«Cerchiamo una soluzione, ma abbiamo piani B»

A questo problema, ha comunque rassicurato Bertolaso, «si sta lavorando, credo che alla fine si troverà una soluzione. Non è colpa delle Regioni né di Figliuolo, che è terminale di una fornitura di un contratto fatto a 2mila chilometri di distanza da qui. Noi – ha concluso – abbiamo comunque piani B nel cassetto: risolveremo il problema, magari ci sarà qualche disagio per qualche cittadino che si vedrà spostata la dose di qualche giorno».

 

 

 

 

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