Alpino disperso al fronte, in Russia: la lettera scritta la notte di Natale del ’43 consegnata alla nipote

sabato 5 Giugno 19:00 - di Davide Ventola
lettera alpino Russia

Era partito da Barletta per la campagna in Russia nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, ma non è più tornato. In queste ore, 78 anni dopo, alla famiglia del tenente  è stata consegnata una lettera che il giovane alpino barlettano aveva scritto dal fronte ma mai giunta a destinazione.

La lettera dell’alpino in Russia: “Ho con me ragazzi magnifici”

Il tenente Vincenzo Fugalli aveva scritto ai genitori dal fronte russo, nella notte di Natale del 1943. Una lettera emozionante, riletta oggi. “La soddisfazione che provo ad essere il capo, il confidente, l’amico di questi ragazzi magnifici – scriveva il giovane alpino – sarà certamente la più bella di tutta la mia vita. Meno mangiamo e più lavoriamo, meno dormiamo e più siamo svegli. Quando il sacrificio è maggiore, maggiore è la loro allegria. Non si potrà mai parlare abbastanza bene di questi alpini. Ormai mi vogliono bene, cominciano a stimarmi. Se hanno fiducia di me è perché sentono la mia fiducia, la mia stima, il mio affetto. Vorrei raccontarvi di ognuno di loro, perché uno è migliore dell’altro. E ancora: “Nel dovere, nell’obbedienza, nel servizio gravoso, nella comprensione reciproca sono tutti uguali. Sono tutti alpini”.

A Barletta la cerimonia di consegna della lettera

Questa lettera straziante, visto il drammatico epilogo del soldato italiano, è finita casualmente nelle mani di una donna di Mantova, Olga Rosa Davini, che in una cerimonia organizzata a palazzo di città l’ha consegnata a Serena Fugalli, nipote dell’alpino disperso in Russia. “I miei genitori, particolarmente mio padre, – ha spiegato la signora Davini – si sono adoperati senza tregua nel dopoguerra con il governo russo per rendere possibile il rientro delle salme di alcuni soldati caduti su quel fronte durante il secondo conflitto mondiale”.

L’opera di ricerca di Olga Rosa Davini

Una missione basata su trattative a dir poco ardue, ma portata avanti nella consapevolezza morale di offrire un impagabile omaggio alla memoria di tanti militari che non hanno potuto riabbracciare i propri cari. Io ho raccolto quest’eredità innata e proprio nel corso delle infaticabili ricerche ho ritrovato il manoscritto che, dopo il tam tam attivato con successo tramite i canali social e i media, posso riconsegnare oggi alla famiglia del tenente Vincenzo Fugalli”.

La consegna è avvenuta alla presenza del sindaco Cosimo Cannito, che ha commentato il gesto come “una missione carica di umanità. Una lezione di sensibilità che considero un privilegio aver ascoltato dalla voce di chi ne è artefice. Esprimo tutta la mia ammirazione per l’esemplare ostinazione che anima l’operato della signora Olga, ripagata dall’emozione dei parenti che possono rientrare in possesso di una lettera dal valore affettivo inestimabile. Tutta la città di Barletta – ha detto il sindaco – oggi deve essere grata per questo gesto di assoluto valore”,

 

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